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Prescrizione, Italia Viva diserta. Cdm: ok a riforma processo penale

Crisi tra Renzi e Conte. Il premier telefona a Mattarella

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 13 Feb. 2020 alle 12:06 Aggiornato il 13 Feb. 2020 alle 23:10
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Si è conclusa a palazzo Chigi la riunione del Consiglio dei ministri che ha approvato la riforma del processo penale. Durante la riunione, a cui non ha partecipato Italia Viva, è stato raggiunto l’accordo tra i capi delegazione delle forze politiche sul Lodo Conte Bis.

È stata una giornata tesa tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il leader di Italia Viva Matteo Renzi. Le ministre renziane Teresa Bellanova ed Elena Bonetti non hanno infatti partecipato al Cdm. Dura la risposta del premier a Italia viva: “Fate opposizione aggressiva e maleducata, chiarite agli italiani”.

Renzi ha risposto: “Se Conte vuole aprire la crisi, lo faccia, Iv chiede di aprire cantieri”. “Noi non siamo opposizione – ma non saremo mai quelli che per uno sgabello rinunciano a un principio”.

In serata c’è stata una anche una telefonata tra il premier e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“Il non sedersi al tavolo quando si ha un incarico istituzionale – ha affermato il presidente del Consiglio – è un’assenza ingiustificata”.

Conte, poi, ha definito “surreale” e “paradossale” l’atteggiamento di Iv affermando anche: “Credo che Italia Viva debba dare un chiarimento, non al sottoscritto ma agli italiani”.

Quello che sta facendo Iv, secondo il premier, è un atteggiamento che “ci si aspetterebbe da un partito di opposizione che fa un’opposizione aggressiva e anche un po’ maleducata”.

Più tardi è arrivata la replica di Matteo Renzi che ha dichiarato: “Se Conte vuole aprire la Crisi la apra, Italia Viva chiede di aprire i cantieri”.

“Il presidente Conte non può dire ‘assenza ingiustificata’ perché non è il preside di scuola”.

“Noi non abbiamo aperto la crisi – continua Renzi – Se noi siamo opposizione, voi non avete la maggioranza. Se vuoi cambiare maggioranza fallo, ti daremo una mano”.

L’ultima stangata è stata la bocciatura di ieri del lodo Annibali (sostenuto da Iv), che prevede la proroga di un anno dell’entrata in vigore della legge, in attesa della riforma del processo penale. Il lodo è stato respinto con 49 no e 40 sì e sono seguiti insulti e minacce sui social. Italia Viva però ha promesso che la battaglia contro l’interruzione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado continuerà senza sosta.

Invece PD, Leu e Movimento 5 Stelle, con l’approvazione del Premier Conte, sono determinati a portare avanti la riforma, ritenendo che lo stop dei termini di prescrizione sia necessario ad assicurare che i colpevoli vengano puniti. Le proposte possibili sono diverse: dalla legge Costa, al lodo Conte bis.

Bellanova in difesa di Renzi

Bellanova, ministro delle Politiche agricole e capodelegazione di Italia Viva, nei giorni scorsi era stata netta nei confronti sul tema della prescrizione, che vede Italia viva schierata per il no alla riforma Bonafede e per il no all’accordo Pd-M5S-Leu per modificarla (blocco prescrizione solo in caso di condanne).

Il 10 febbraio Bellanova aveva detto: “Se il governo insiste sulla prescrizione così com’è, sì. Rischia. La mediazione di Conte non basta”. Secondo la Bellanova, “Renzi sta dimostrando di essere molto più coerente di tanti altri che fanno parte del governo e che sostengono questo governo”.

Renzi e la prescrizione: la reazione del Pd

Reazioni immediate dei dem al forfait delle ministre. Lasciare il governo “impantanato all’infinito” sulla prescrizione “non è un bene per il governo, ma i governi possono cambiare e si può andare a votare”. A dirlo è stato il vicesegretario del Pd Andrea Orlando, ospite di Sky Tg 24. “Non siamo interessati a questo disegno”, risponde all’ipotesi di dar vita a nuove maggioranze in caso di crisi.

Matteo Renzi difende a sua volta la posizione di Italia Viva: “Il garantismo sta al giustizialismo come la democrazia sta alla dittatura. Ieri, intanto, si è votato il lodo Annibali alla Camera: se fosse passata la proposta di Lucia Annibali, sarebbe tornata in vigore la legge del Pd fatta da Orlando & Gentiloni. Invece il Pd – incredibilmente – pur di votare contro Italia Viva, ha tenuto in vigore la legge populista fatta da Bonafede & Salvini”.

“A tutti quelli che mi dicono: ma perché hai fatto la scissione? Da ieri posso rispondere anche: perché un partito che sceglie il giustizialismo contro il garantismo non è più casa mia. E ho come l’impressione che i riformisti del Pd non abbiano compreso che cosa ci sia scritto dentro il lodo Conte” che nello stesso post Renzi definisce “incostituzionale. Appena lo leggeranno e lo capiranno ci sarà da divertirsi”, conclude Renzi.

Prescrizione: cosa cambia con la riforma

Ma cosa cambia in pratica per la prescrizione con la riforma? Il testo che modifica la prescrizione dei reati è entrato in vigore all’inizio del 2020. Tante le novità: si prevede che i termini di prescrizione smettano di decorrere dopo la sentenza di primo grado, sia di assoluzione che di condanna. La riforma va a modificare l’articolo 159, comma 2, del Codice penale, che adesso recita: “Il corso della prescrizione rimane altresì sospeso dalla pronunzia della sentenza di primo grado o del decreto di condanna fino alla data di esecutività della sentenza che definisce il giudizio o dell’irrevocabilità del decreto di condanna.”

Cambia il momento della decorrenza della prescrizione, ma non il quantum. Per i reati consumati il termine prescrizionale continua a decorrere “dal giorno della consumazione” mentre per i reati tentati “dal giorno in cui è cessata l’attività del colpevole”.

Saranno poi diverse le regole per il reato “continuato”(più azioni ed omissioni compiute dalla stessa persona in esecuzione di un disegno criminoso) in questo caso la prescrizione inizierà a decorrere dal giorno in cui è cessata la continuazione, mentre prima decorreva dal giorno in cui si esauriva la singola condotta illecita.

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