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Renzi lascia il Pd, Debora Serracchiani a TPI: “Scelta che non capisco e che non condivido”

Debora Serracchiani, tra i dirigenti più in vista del Pd e vicepresidente del partito, commenta a TPI la notizia ormai confermata della scissione di Matteo Renzi dal Partito Democratico

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 17 Set. 2019 alle 11:40
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Credit: Ansa foto

Renzi lascia il Pd, Serracchiani a TPI: “Scelta che non condivido”

“Mi dispiace moltissimo, anche da un punto di vista umano, perché si tratta non solo di Matteo Renzi, ma di tanti colleghi, di persone che stimo e con le quali ho fatto un pezzo della mia strada. Persone continuerò a stimare e ad apprezzare nonostante una scelta che non capisco e che non condivido, perché trovo che dividersi ora sia davvero un errore gravissimo, di fronte a un Paese che ha bisogno di un centro sinistra unito, di un Partito Democratico forte, questa divisione mi pare inspiegabile.

Debora Serracchiani, tra i dirigenti più in vista del Pd e vicepresidente del partito dallo scorso marzo, commenta a TPI la notizia ormai confermata della scissione di Matteo Renzi dal Partito Democratico. ( i motivi della scelta).

È un vero e proprio addio?

Significa lasciare il Partito Democratico, in quel senso lo è. Ma credo che per come si sta determinando la storia politica di questo paese credo anche che dovremmo essere capaci di superare le nostre divisioni e continuare a collaborare.

Le notizie di oggi sul governo Conte bis

Mi sembra ci sia stata una conferma di un appoggio al governo Conte, questo lo trovo importante. Credo che dovremmo lavorare tutti, anche nel Pd, per cercare di superare le correnti, le appartenenze, mescolarci e contaminarci, perché abbiamo dimostrato che non è più sufficiente.

Renzi ha detto “esco io, entra Bersani”.

Questo sarà oggetto di una discussione molto approfondita, non credo che il Pd sia destinato a uscite e ingressi, ma che sia destinato a essere molto più largo di quanto non sia adesso. E sarà necessario davvero ragionare su quello che sta accadendo, anche perché ci siamo avviati su un percorso complicato e difficile – quello di un accordo politico con il m5S – e stiamo già parlando di alleanza elettorale nei territori. La qual cosa significa che il Pd deve ragionare molto attentamente sul proprio futuro.

In vista di una sfida così importante, quali saranno le conseguenze della scelta di Renzi?

Sui territori lascerei libertà di autonomia ai governi locali, non si può da Roma decidere se è possibile o meno fare un’alleanza a tavolino. Saranno i territori a dirci se ci saranno le condizioni per farlo, come ad esempio si sta ragionando in Umbria. Mi sembra sia ragionevole perseguire questo obiettivo. Dopo di che credo anche che nella logica a cui ci stiamo avviando, ossia quella del proporzionale, il campo largo del centro-sinistra avrà dei confini davvero più ampi che sono esclusivamente quelli del Pd.

Con o senza Renzi.

Evidentemente sì.

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