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Regionali, per Conte l’imprevisto Casaleggio: torna in pista e dice no ad alleanze col Pd

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 8 Lug. 2020 alle 14:21
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“Casaleggio credo oggi sia a Roma e potremo vederci un attimo, avrò una conversazione con lui nel pomeriggio. Se riesco”. Doveva durare poco, o almeno così aveva annunciato il premier Giuseppe Conte, l’incontro con Davide Casaleggio, e invece ieri sono state tre ore di colloquio, al riparo dell’appartamento quasi privato del capo del governo a Palazzo Chigi. Un tempo più che congruo per consentire all’ospite di illustrare ciò che non gli è stato permesso di fare agli “Stati Generali” di Villa Pamphili: un documento di dieci proposte per il “rilancio” del Paese intestato all’associazione di Roberto Casaleggio, il padre defunto di Davide. Ma si è parlato anche di regionali, ovviamente.

“Abbiamo parlato un pò di tutto”, ha scherzato Casaleggio al termine dell’incontro con il premier. Il vertice fiume sembra sia servito per dipanare questioni in sospeso tra i due e per mettere sul tavolo i nodi M5S: leadership e alleanze. Casaleggio quindi torna in pista e lo fa da protagonista: l’idea di Conte su una corsa alle regionali sotto il cappello giallorosso non va giù al fondatore dell’associazione che chiede soprattutto una cosa: il rispetto delle regole, che significa passare da Rousseau per l’asse alle Regionali, una scelta che i governisti premono per aggirare. Ma che i fedelissimi della prima ora intendono voler far rispettare, anche perché le liste e i candidati presidente di settembre hanno già passato il vaglio di Rousseau. E Casaleggio non intende mettere in discussione i verdetti della piattaforma.

“Casaleggio mi ha chiesto un incontro, mi aveva detto che gli avrebbe fatto piacere presentare un progetto in onore del padre, le regionali le abbiamo sfiorate ma non ci siamo confrontanti su strategie regionali. Rispetto le decisioni dei partiti sulle competizioni che ci saranno a settembre. Ho solo formulato un auspicio, visto che le forze di maggioranza si presenteranno divise mentre quelle di opposizioni saranno unite. Ma non intendo tirare per la giacchetta il Movimento”, aveva detto il premier da Lisbona.

E se da un lato Conte nega di voler interferire sulle decisioni delle forze politiche, resta il fatto che il premier ha tutta l’intenzione di rendere organica l’alleanza con il Pd proprio a partire dalla tornata di settembre ma sarà difficile trovare un accorso sulle regionali. Lo spiraglio di apertura potrà esserci forse sulle alleanze locali e forse alle amministrative dell’anno prossimo. Basti pensare all’incognita della ricandidatura di Virginia Raggi a Roma e di Chiara Appendino a Torino.

C’è infine la questione dell’iscrizione di Conte al M5s, il quale ha sempre detto di non appartenere a nessun partito, e contestualmente di non volerne fondare uno proprio, nonostante le alte percentuali di gradimento. L’auspicio di Casaleggio sarebbe quello di provare ad assorbirlo. Mentre Beppe Grillo è pronto a fare un endorsement per favorire le alleanze con il Pd sui territori. Restano Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio, con quest’ultimo ci sarà oggi un incontro per sondare il terreno e capire se l’ex capo politico sta con i filo-Pd oppure ancora con lui.

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