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Giulio Regeni, ok della Camera alla commissione d’inchiesta: approvata

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 30 Apr. 2019 alle 18:00 Aggiornato il 1 Mag. 2019 alle 02:24
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Regeni Commissione Inchiesta – La Camera dei deputati ha approvato l’istituzione di una Commissione monocamerale di inchiesta sulla morte di Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano ucciso in Egitto in circostanze poco chiare tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio del 2016.

A favore dell’istituzione della Commissione d’inchiesta hanno votato tutti i gruppi parlamentari, tranne Forza Italia, che si è astenuta dopo la bocciatura di un proprio emendamento.

I sì sono stati 379 e gli astenuti 54. Un lungo applauso dell’aula ha salutato l’approvazione, nel pomeriggio di martedì 30 aprile, a più di tre anni dalla morte di Regeni.

Il voto è stato preceduto da alcune polemiche sulla scarsa partecipazione dei deputati alla discussione in aula sulla commissione.

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La Commissione, composta da 20 deputati, avrà il compito di “raccogliere tutti gli elementi utili per l’identificazione dei responsabili della morte di Giulio Regeni nonché delle circostanze del suo assassinio”.

Sulla definizione dei compiti dell’organismo ci sono state varie riscritture del testo. La proposta di Liberi e Uguali affermava  voleva “accertare le responsabilità relative alla morte di Giulio Regeni nonché i moventi e le circostanze del suo assassinio”, mentre il testo portato in Aula parlava di “chiarire le responsabilità e le circostanze che hanno portato alla morte di Giulio Regeni”. Durante la discussione alla Camera è stato approvato un emendamento di Forza Italia (prima firma Pierantonio Zanettin) con la dicitura definitiva.

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Respinto invece un altro emendamento di Forza Italia che esplicitava tra i compiti quello di indagare anche “le possibili connessioni” tra la morte del ricercatore italiano “con l’attività di ricerca in ambito accademico effettuata dallo stesso”. La bocciatura dell’emendamento ha spinto il partito di Silvio Berlusconi ad astenersi nel voto finale.

La Commissione di inchiesta in ogni caso dovrà “verificare fatti, atti e condotte commissive e omissive che abbiano costituito o costituiscano ostacolo, ritardo o difficoltà per l’accertamento giurisdizionale delle responsabilità relative alla morte di Giulio Regeni, anche al fine di valutare eventuali iniziative normative per superare, nel caso di specie e per il futuro, simili impedimenti, nonché per incrementare i livelli di protezione delle persone impegnate in progetti di studio e di ricerca all’estero, in funzione di prevenzione dei rischi per la loro sicurezza e incolumità”.

La Commissione, che avrà gli stessi poteri della magistratura dovrà concludere entro 12 mesi la propria inchiesta, con una relazione, ma essa potrà riferire alla Camera “anche nel corso dei propri lavori, ove ne ravvisi la necessità o l’opportunità”.

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