Caso Delmastro, la Camera nega le chat: bagarre e accuse in Aula
Montecitorio boccia la relazione della Giunta dopo la memoria depositata dal legale di Mauro Caroccia mentre la Procura di Roma sceglie il silenzio. Ma la protesta dei deputati e i richiami alla memoria di Paolo Borsellino accendono lo scontro
Muro contro muro e accuse incrociate
Il confronto parlamentare che ha preceduto l’approvazione è stato caratterizzato da toni particolarmente accesi e da botta e risposta serrati tra i diversi schieramenti politici. Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha preso la parola durante le dichiarazioni di voto sollevando interrogativi diretti sulle richieste avanzate, chiedendo se fossero farina del sacco delle opposizioni o dei mafiosi incontrati durante le visite a Cospito al regime del quarantuno bis. Bignami ha sottolineato che Delmastro si era dimesso e aveva chiesto scusa pur avendo incontrato inconsapevolmente soggetti non ancora condannati in via definitiva, a differenza dei parlamentari avversari che si erano recati da detenuti mafiosi già condannati senza mai scusarsi né dimettersi, citando inoltre il caso delle amministrazioni comunali di Castellammare, Torre Annunziata, Portici ed Ercolano, finite al centro di scioglimenti o ispezioni per mafia nonostante il sostegno elettorale delle opposizioni.
Di diverso avviso è stata Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, che ha invitato l’Aula a non ostacolare il lavoro dei magistrati impegnati nel contrasto alla criminalità organizzata, evocando il valore universale della memoria di Paolo Borsellino e suggerendo di votare tutti insieme per fare giustizia. Una chiamata in campo rispedita al mittente da Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, il quale ha chiesto con fermezza di smettere di invocare Borsellino e di riempirsi la bocca del concetto di sovranità popolare, ricordando che il popolo si è espresso con quindici milioni di voti dicendo basta a riforme pensate per tutelare la casta.
Il “no comment” della Procura e il nodo giudiziario
Sul fronte giudiziario, la reazione del procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi si è tradotta in un laconico “no comment” all’indomani del voto dell’Assemblea. Nei giorni scorsi lo stesso Lo Voi aveva inviato una lettera formale al presidente della Camera Lorenzo Fontana, dopo che il difensore di Mauro Caroccia aveva depositato in procura una memoria difensiva contenente gli scambi di chat tra l’ex sottosegretario e il suo assistito. Quest’ultimo, indagato nell’ambito del caso della Bisteccheria d’Italia, sta già scontando una condanna definitiva per intestazione fittizia di beni. Proprio da questa memoria era scaturita la richiesta di acquisizione che, dopo un iniziale slittamento temporale, ha trovato oggi la sua conclusione con il voto definitivo della Camera.