Ranucci: “Non mi candido, ma per il 63% degli italiani sono credibile”
L'ormai ex conduttore di Report: "Io al 7% di gradimento come Vannacci ma senza far campagna elettorale e senza aver detto che mi candido. Voglio tornare a fare inchieste, vedremo dove"
“Ma quale candidatura, ma quale politica? Io voglio continuare a fare inchieste”. Lo assicura Sigfrido Ranucci, parlando con i giornalisti a margine della presentazione del suo libro “Il ritorno della casta”, in occasione del festival “Visionaria!”, al Villetta Social Lab di Garbatella.
“Hanno fatto tutto questo casino per cacciarmi e togliermi da Report perché, forse, la politica mi teme più come giornalista d’inchiesta”, osserva l’ormai ex conduttore del programma di Rai Tre: “Ho fatto inchieste per 35 anni. Mi hanno spostato e ancora non ho capito perché”.
Ma, ribadisce, “non scendo in politica: la politica è una cosa seria e non mi sento all’altezza, è un mestiere troppo serio per me. Quello che mi piacerebbe fare è tornare a fare inchieste. Vedremo dove. Certo, con gli stessi interlocutori principali la vedo dura, ma voglio continuare il mio impegno civile, battermi per i diritti civili e stare al fianco delle persone più fragili e più bisognose”.
A Ranucci viene poi chiesto del sondaggio di Swg, diffuso dal TgLa7, che gli attribuisce un gradimento potenziale del 7% tra gli elettori, in caso di candidatura (alla domanda se Ranucci sarebbe un buon candidato, il 7% ha risposto “Sì”, il 20% “Può darsi”, l’8% “Prima della vicenda con Lavitola sì, ora non più”, il 39% No e il 26% “Non saprei”). “Non ne so nulla – mette in chiaro il giornalista – ma ho visto che mi hanno dato al 7% come Vannacci senza aver fatto campagna elettorale e senza aver detto che mi candido: un po’ singolare…”.
“Molto più interessante – rilancia – l’altro sondaggio di Swg, che riguarda la credibilità mia e delle conduzioni di Report, che mi dà al 63%: significa che la percezione della Rai sulla mia credibilità è sbagliata”. Il giornalista si riferisce a un’altra rilevazione effettuata da Swg, secondo cui il 63% degli intervistati ritiene che, durante la conduzione di Sigfrido Ranucci, Report abbia prodotto inchieste di qualità. Il 61% gli riconosce il merito di avere realizzato servizi importanti per smascherare casi di malaffare in Italia.
Ranucci poi va al contrattacco: “Vedo politici che parlano del format di Report anziché fare il loro lavoro”, dice. “Ho letto che Giorgia Meloni si è lamentata perché mi hanno reso un martire. Non si rammaricava perché hanno ucciso me e le persone a me vicine, con la character assassination più grande della storia. Questo la dice lunga sul concetto di democrazia che ha il nostro presidente del Consiglio. Di come la concepisce una persona che ha citato più volte il mio nome come La Russa, dicendo che bisogna cambiare Ranucci, basta che non viene uno peggiore, e bisogna cambiare il format di Report come se fosse l’editore. O Salvini, che ha detto che devo spiegare le mie frequentazioni. Io, non lui… quelle del genero e del suocero, che è stato condannato per bancarotta vanno bene? Devo spiegare io le frequentazioni con Lavitola che mi ha messo una bomba? E tutti quelli che hanno frequentazioni con Ciavardini stragista, quelle vanno bene?”.