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Qui Radio Colle, il Quirinale ricorda ai partiti l’articolo 92 della Costituzione: i ministri del Governo li fanno Draghi e Mattarella

Immagine di copertina
Sergio Mattarella e Mario Draghi. Credit: Ansa

Il Colle irritato dall'atteggiamento dei partiti. Al Quirinale non hanno per niente gradito il veto del Nazareno sulla Lega. E a tutti si ricorda cosa recita l'articolo 92 della Costituzione

Una volta andavano d’amore e d’accordo e qualsiasi cosa il Quirinale chiedesse dal PD si rispondeva “obbedisco”. Ora non è più così. Qualcosa si è incrinato nei rapporti tra Quirinale e Nazareno. Il casus belli è l’ingresso della Lega nel nascituro governo Draghi. Tra i dem, infatti, noncuranti dell’appello alla nazione del Colle continuano i maldipancia al solo sentir nominare Matteo Salvini, tanto che c’è stato persino qualche tentativo, mediante fughe di notizie orchestrate ad arte, di far saltare l’operazione.

Al Quirinale però non è che sono nati ieri e non stanno affatto prendendo bene certi atteggiamenti e distinguo da parte dei partiti. Soprattutto perché, si dice, “c’è chi vorrebbe far uscire Salvini dal perimetro del governo per intestarsi l’operazione Draghi ed averne la golden share”.

Esattamente il contrario di quanto auspicato dal Colle e dal Presidente del consiglio incaricato: il governo di salvezza nazionale deve essere governo di tutti non solamente di qualcuno. E non devono esserci veti nei confronti di nessuno. A maggior ragione, dunque, non potrebbe restare fuori quello che da tutti i sondaggi è considerato il maggior partito italiano.

Con un duplice successo da parte di Sergio Mattarella nel corso del suo settennato: dopo aver “istituzionalizzato” i 5 Stelle ora potrà fare la medesima operazione anche con la Lega. Un successo non da poco nei confronti di due forze politiche nate da fortissime pulsioni populiste e sovraniste.

Oltre a ciò, dalle parti del Quirinale, dove in queste ore si sta “aiutando” Mario Draghi rifornendolo di preziosi consigli in merito alla formazione del nuovo governo, si ricorda a tutti i partiti l’articolo 92 della costituzione: “Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri”.

Come a dire, cari partiti, cercate di fare un passo indietro per il bene del paese. E lasciateci lavorare in pace. Perché stavolta l’articolo 92 verrà applicato alla lettera.

Leggi anche: 1. Qui Radio Colle: il Quirinale infastidito per la votazione M5S su Rousseau / 2. Ecco cosa si nasconde dietro la svolta della Lega su Draghi: qual è il vero obiettivo di Matteo Salvini

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