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Sardine, la lettera di Potere al popolo a Santori: “Perché Pascale sì e noi no?”

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Dopo l'intervista del leader delle sardine a Repubblica, nella quale Santori ha accusato Potere al popolo di "essersi infilato in maniera sporca nella piazza a Firenze", arriva la risposta del partito: "Perché non ci vuoi bene?"

Sardine, lettera di Potere al popolo a Santori: “Perché Pascale sì e noi no?”

Non deve essere stata una giornata semplice quella di ieri, martedì 10 dicembre 2019, per il leader del movimento delle sardine Mattia Santori: prima la bagarre sulla possibile apertura della piazza di Roma a CasaPound, con tanto di chiarimento successivo, poi una lettera recapitatagli da Potere al popolo.

Quella del partito di sinistra è stata una replica all’intervista rilasciata da Santori a Repubblica, nella quale il giovane bolognese ha accusato alcune forze politiche, come Potere al Popolo e Rifondazione comunista, di essersi “infiltrate nella manifestazione di Firenze in maniera sporca”.

Così, proprio nel giorno in cui quella delle sardine a CasaPound sembrava un’incredibile apertura, si consumava il paradosso dell’attacco diretto del loro leader a un partito di sinistra come Potere al popolo. Che, a quel punto, ha deciso di rispondere con una lunghissima lettera pubblicata sulle proprie pagine social.

La lettera di Potere al popolo alle sardine

“Mattia Santori, perché non ci vuoi bene?“, è questo l’esordio della missiva da parte di Potere al popolo, che poi entra nel merito dell’intervista del leader delle sardine: “Innanzitutto chiariamo le cose importanti. Ci deve essere un equivoco grande come una casa: noi nelle piazze non ci infiliamo, noi nelle piazze ci siamo sempre stati. C’eravamo lo scorso anno, assai prima delle sardine, insieme ai coraggiosi che osavano contestare il neonato governo gialloverde, quando Salvini pareva intoccabile”.

Dopodiché, il partito di sinistra – che alle elezioni del 2018 ha raccolto l’1 per cento delle preferenze – ha rivendicato le proprie azioni degli anni scorsi: “Eravamo anche noi, in strada, a chiedere che i porti fossero aperti come naturalmente aperto è il nostro meraviglioso mare. Eravamo anche noi a riempire le città, le strade, di lenzuola e striscioni che respingevano i comizi dell’ex vicepremier. Eravamo noi, nelle piazze, a dire che i decreti sicurezza bis segnano un’involuzione senza precedenti della nostra società”.

Fino alla tanto discussa manifestazione di piazza a Firenze: “Abbiamo salutato con favore e affetto il fatto che migliaia di persone rompessero lo schema consolidato della lamentela su Facebook e fossero felici di sentirsi comunità, insieme, guardandosi in faccia e non più dietro uno schermo. Volevamo dare il nostro contributo, aiutare a crescere un movimento così partecipato, abbiamo portato dei cartelli a Firenze. Le altre sardine presenti in quelle piazze ci hanno avvicinato, si rivedevano in quei messaggi. È questa la strumentalizzazione di cui ci accusi? È questa la maniera sporca?”.

Perché Pascale sì e noi no?

Poco dopo, tra il serio e il faceto, Potere al popolo ha aggiunto un commento alla sua lunga lettera alle sardine. Tornando sull’apertura del movimento a Francesca Pascale, compagna di Silvio Berlusconi che in un’intervista ha dichiarato di voler scendere in piazza con le sardine a Roma.

“Ma soprattutto, Mattia – si legge sull’account Facebook di Potere al popolo – perché Francesca Pascale sì e noi no?“. La lettera, inoltre, si concludeva con un appello: “Da ragazzi che come te ci tengono al futuro del Paese, ti chiediamo un confronto. Siamo sicuri che c’è qualcosa che c’è sfuggito e che ci potrai chiarire senza alcun dubbio”.

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