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“Nessuna apertura a CasaPound, né a Forza Nuova”: le sardine chiariscono

Di Giovanni Macchi
Pubblicato il 10 Dic. 2019 alle 11:59 Aggiornato il 10 Dic. 2019 alle 14:18
Immagine di copertina

Le sardine aprono a CasaPound? La questione è esplosa martedì 10 dicembre in seguito a un’intervista rilasciata da uno dei leader del movimento a Roma, Stephen Ogongo, al Fatto Quotidiano.

Alla domanda su eventuali paletti che le sardine avrebbero posto alla partecipazione in piazza San Giovanni il 14 dicembre, Ogongo ha risposto: ““[I paletti] li metteremo se, e quando, ci daremo un’identità politica. Per ora è ammesso chiunque, pure uno di CasaPound va benissimo. Basta che in piazza scenda come Sardina”.

L’intervista ha suscitato discussioni e anche polemiche. Tantissimi i commenti in rete. A sgombrare il campo da ogni tipo di fraintendimento, sono intervenuti direttamente i fondatori delle sardine che in un post pubblicato su Facebook hanno chiarito, definitivamente, la posizione delle sardine su CasaPound:

Le piazze delle sardine si sono fin da subito dichiarate antifasciste e intendono rimanerlo. Nessuna apertura a CasaPound, né a Forza Nuova. Né ora né mai. Dal 14 novembre scorso centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza proprio contro quei partiti che con le idee e il linguaggio dei gruppi neofascisti e neonazisti flirtano in maniera neanche troppo nascosta”.

“Stephen Ogongo”, uno degli organizzatori dell’evento del 14 a Roma, “ha commesso un’ingenuità”, scrivono nel post.

“Ci dispiace che il concetto di apertura delle piazze sia stato travisato e strumentalizzato, ma non stupisce. In questo momento le piazze fanno gola a molti, lo avevamo già detto e lo ripetiamo. Rammarica che questo fraintendimento sia cavalcato da più parti. Ma è giusto dare una risposta netta. Le sardine sono antifasciste. Le sardine continueranno a riempire le piazze. Si decida da che parte stare. Noi lo abbiamo già fatto”.

Anche le sardine di Roma avevano voluto fare chiarezza con un comunicato e un post sulla loro pagina Facebook.

“Non possiamo chiedere ad ognuno dei partecipanti alla nostra piazza la fede politica – si legge su Facebook – è una piazza libera ed accogliente, non mettiamo paletti, non cacciamo nessuno. Sappiamo che la piazza di San Giovanni a Roma fa gola a molti. Ma RIBADIAMO con forza che l’invito è rivolto a chi crede che il linguaggio politico di una certa destra abbia passato il segno”.

Il comunicato stampa affronta la questione in maniera più diffusa e recita: “Il merito all’articolo del Fatto Quotidiano […] sentiamo la necessità di fornire chiarimenti. […] Fin da Bologna è stata definita una linea netta di demarcazione fra chi crede nei valori della democrazia, dell’uguaglianza, del rispetto e dell’antifascismo e chi invece viene da un passato e un presente che mostra tutt’altro. Essere senza bandiere non significa essere privi di idee e di coscienza politica”.

“Non è nostra intenzione – prosegue il comunicato – sostituirci alle altre legittime lotte che da anni vengono portate avanti nelle città e nelle periferie, nelle fabbriche e nelle sedi istituzionali. Nessun insulto, nessuna bandiera, nessuna violenza: a oltre 20 giorni dalla piazza di Bologna il messaggio non è cambiato. Chi sa leggere il presente saprà riconoscere la verità dalla bugia, la realtà dalla menzogna, la partecipazione spontanea dalla speculazione elettorale”.

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