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“Lascio le Sardine, ora farò politica nel Pd. E tanti altri faranno come me”

Mattia Ciappi, ventenne di Poggibonsi, è stato l'organizzatore delle manifestazioni delle Sardine a Siena. Adesso ha deciso di dedicarsi alla vita di partito, nel Pd: "C'è un grande bisogno di trasformare gli ideali in progetti politici"

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 18 Feb. 2020 alle 17:36 Aggiornato il 18 Feb. 2020 alle 18:03
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Immagine di copertina
Mattia Ciappi (Credits: Facebook)

Siena, Mattia Ciappi: “Ecco perché lascio le Sardine e vado al Pd”

“La qualità dei referenti delle Sardine viene misurata soltanto guardando chi ha organizzato le manifestazioni in piazza, ma dietro a tutto questo ci sono tanti bravissimi ragazzi che meritano più spazio”: la scelta di Mattia Ciappi, ormai ex referente ufficiale e organizzatore delle manifestazioni delle Sardine a Siena, di lasciare il movimento e passare al Pd rappresenta sicuramente una prima volta.

Non era mai successo, finora, che un membro del movimento fondato da Mattia Santori lasciasse per dedicarsi alla politica attiva in un partito. Lo ha fatto, invece, questo ventenne di Poggibonsi, studente al secondo anno di Giurisprudenza, che a TPI spiega tutti i motivi della sua decisione. Escludendo di aver litigato con le “alte sfere” delle Sardine e soprattutto anticipando che, in futuro, molti altri ragazzi seguiranno le sue orme. “Perché c’è un grande bisogno di trasformare gli ideali in progetti politici”.

Mattia, come va interpretata la tua decisione di lasciare le Sardine?

Semplicemente come la scelta di un ragazzo che, dopo aver organizzato due grandi eventi a Siena coinvolgendo oltre 2.000 persone, vuole dare spazio agli altri. Non ho nessun mandato da rispettare, è giusto che anche altri ragazzi abbiano una responsabilità civile del genere. Per questo ho passato il testimone a Lorenzo Castelli. In questo momento, poi, vista la mia esposizione a livello mediatico, era giusto un mio passo indietro per non mettere a rischio l’immagine del gruppo delle Sardine.

Perché hai scelto il Pd?

Io da tempo sono attivista del Pd a Poggibonsi, il mio paese di provincia. A dicembre ho visto che c’era la possibilità di promuovere la piazza delle Sardine a Siena. Pur sapendo di rischiare strumentalizzazioni, ho deciso di andare avanti nel progetto. Tante volte, però, la mia presenza è stata strumentalizzata da chi criticava le Sardine e diceva che io ero del Partito democratico. Quando Nicola Zingaretti, poi, ha detto di voler rinnovare il Pd, rendendolo la casa dei progressisti e delle forze civili, ho capito che era il momento di portare la mia esperienza con le Sardine.

Hai detto che le Sardine hanno risvegliato le coscienze, ma sono i partiti a fare le azioni concrete. È sbagliato, per te, che le Sardine non vogliano diventare partito?

Assolutamente no. Al congresso di Roma sono stato tra i primi a dire che se le Sardine fossero diventate un partito, io sarei stato il primo a lasciare. Io credo nella forza dei movimenti perché arrivano dove i partiti non riescono: al cuore delle persone. I movimenti fanno promozione sociale di un ideale. Poi è compito dei partiti farsi carico del messaggio che nasce dai movimenti e trasformarlo in azioni politiche. Il M5S ci insegna che quando i movimenti si strutturano politicamente, nonostante grandi risultati iniziali, sul lungo periodo pagano poi la scarsa rappresentanza sul territorio.

Hai sentito Mattia Santori in questi giorni? Ci sono stati contrasti in merito alla tua decisione?

L’uscita è stata concordata con gli altri fondatori delle Sardine. Non ho sentito direttamente Santori, ma i ragazzi che seguono la Toscana per il movimento. Abbiamo concordato insieme un mio passo indietro. Non ho avuto contrasti con nessuno. Qualche discussione è emersa, certo, soprattutto nella ricerca di un mio sostituto. La decisione però rimane mia. Credo che tante altre persone che hanno organizzato i movimenti delle Sardine in tutta Italia potranno fare la mia stessa scelta. Non necessariamente nel Pd, ma anche in LeU, Sinistra italiana, il M5S o altri gruppi della sinistra extraparlamentare.

Quali obiettivi ti poni nella tua esperienza nel Pd?

Il Pd deve ascoltare tanto le Sardine, come le Sardine devono ascoltare i movimenti come Friday for future o Nonunadimeno. Il tema è dare più responsabilità alle persone: se vogliamo includere i movimenti, allora bisogna affidare ruoli di responsabilità ai loro membri all’interno del partito. Questa sarà la sfida del nuovo Pd, se davvero vuole essere una grande casa di centrosinistra che sia ecologista, femminista e aperta ai diritti civili.

Alle regionali in Toscana avrai un ruolo particolare?

Non ho nessuna intenzione di candidarmi. Nella mia circoscrizione ci sono candidati molto validi, io voglio solo dare una mano e portare la mia esperienza. Magari far conoscere il mondo giovanile all’interno del Partito democratico e aprire una discussione.

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