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Tensione sulla manovra economica 2020: ecco su quali punti si litiga nella maggioranza

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 21 Ott. 2019 alle 15:38
Immagine di copertina
Giuseppe Conte e Luigi Di Maio Credit: Ansa

Tensione sulla manovra economica 2020: ecco su quali punti si litiga nella maggioranza

Per sciogliere i nodi della manovra economica 2020 oggi 21 ottobre si tiene un vertice di maggioranza a Palazzo Chigi. Ma quali sono i punti della legge di bilancio sul quale è aperto lo scontro all’interno del governo?

I tre punti “imprescindibili” del Movimento Cinque Stelle

Le tre proposte chiave del M5S – che riguardano evasione, pos e partita Iva – sono state elencate in un post del Blog delle Stelle, rilanciato da Di Maio sul suo profilo Facebook con la didascalia: “Leggete bene!”. La manovra è stata approvata cinque giorni fa salvo intese .

Secondo i pentastellati, i giovani professionisti sarebbero le vittime dei nuovi obblighi (a cominciare dalla tenuta delle scritture contabili) che scatterebbero – secondo quanto tracciato dal Documento programmatico di bilancio – per entrare nel regime forfettario al 15 per cento con limite di ricavi a 65 mila euro.

L’ipotesi per venire incontro alla richiesta è lasciare, nella manovra, il regime forfettario fino a 30.000 euro. Per la partite Iva da 30mila a 65.000 euro, invece, dare la possibilità di scelta tra regime forfettario o analitico, premiando chi opta per la fatturazione elettronica. Il tutto sempre con aliquota invariata al 15 per cento (o al 5 per cento in caso di start up).

Manovra 2020, le richieste di Conte

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dal canto suo, promette che quota 100 sarà mantenuta e respinge l’accusa di una stangata sulle partite Iva. Inoltre la discesa del tetto del contante sarà graduale, con la soglia a 2 mila euro nei primi due anni e a mille euro dal terzo.

Quanto alle multe ad artigiani e commercianti che non consentono i pagamenti con i bancomat, fonti governative spiegano che non è pensabile rendere obbligatorio l’uso dei Pos senza prevedere sanzioni e la penalizzazione del 4 per cento del valore della transazione potrebbe quindi essere alleggerita ma non annullata. Piuttosto l’obiettivo è lavorare per una riduzione dei costi delle transazioni da concordare con l’Abi. Appare scontata, infine, l’introduzione della sugar tax. La tassa sarà applicata alle bevande zuccherate e vale circa 250 milioni l’anno.

Il Pd allineato a Conte

Il Partito democratico è praticamente allineato sulle posizioni di Conte. Su quota 100 si defila lasciando a M5s e Italia Viva il consumarsi dello scontro. Approva il carcere agli evasori anche se all’interno di una strategia complessiva di lotta all’evasione.

Il capo delegazione dem Dario Franceschini invita a evitare le risse: “Ogni anno dimentichiamo quello che è successo negli anni precedenti. Quando si discute una manovra c’è sempre una discussione tra le forze politiche. L’importante è che avvenga con buon senso, equilibrio, senza risse tra le parti di maggioranza”.

Italia Viva contro Quota 100

Il nuovo partito di Renzi Italia Viva non si arrende sull’abolizione di Quota 100 e annuncia emendamenti in Parlamento, si oppone alla sugar tax, contesta l’aumento delle tasse sugli affitti sociali (il governo ha previsto un aumento dell’aliquota dal 10 al 12,5 per cento) e ritiene inutile l’abbassamento del tetto del contante da 3 mila euro a mille euro.

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