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Caos M5S: vicina la sfiducia a Di Maio. L’ex capo politico: “Contro di me odio e livore”

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Nel M5S la resa dei conti si fa sempre più vicina: dopo gli attacchi del partito all’ex capo politico e le accuse di Di Maio agli iscritti di essere andati contro “le alleanze storiche dell’Italia”, una frangia del Movimento vorrebbe la testa del ministro degli Esteri. A spingere per l’espulsione immediata sarebbero in particolare Riccardo Ricciardi, Alessandra Todde, Michele Gubitosa. Il leader Giuseppe Conte – che respinge le accuse di voler allontanare il Paese dai suoi legami atlantici ed europei  – ha invece chiesto di votare una dura nota di reprimenda contro Di Maio, che sfiducerebbe il Ministro. Secondo l’ex premier, che ha convocato un consiglio nazionale d’urgenza andato avanti tutta la notte, il capo della Farnesina sta danneggiando “la comunità politica” con il suo atteggiamento.

Di Maio ha denunciato di percepire un vero e proprio livore nei suoi confronti, un atteggiamento “poco maturo” da parte dei colleghi di partito e posizioni che mettono in difficoltà il governo. Intanto nella capitale è atteso l’arrivo di Beppe Grillo, “dispiaciuto umanamente” per Di Maio ma non al punto da imporre la sua permanenza nel M5S. Il garante del Movimento sostiene che non facendo niente l’ex capo politico alla fine uscirà da solo. Anche perché, a ostacolare l’efficacia di qualsiasi provvedimento disciplinare, c’è la grana dei ricorsi degli attivisti di Napoli, non ancora sminata del tutto, che ha spinto il Collegio dei probiviri, di cui fanno parte Danilo Toninelli e la ministra Fabiana Dadone, a bloccare ogni altra decisione sugli iscritti.

Se però l’espulsione sarà votata, secondo Repubblica Di Maio potrebbe contare sula fedeltà di 15 o addirittura 30 parlamentari. Tra questi la vice-ministra Laura Castelli, Sergio Battelli, presidente della commissione Politiche Ue, l’ex ministro Vincenzo Spadafora, la sottosegretaria Anna Macina, i deputati Gianluca VaccaCosimo AdelizziAlberto MancaDaniele Del Grosso e Iolanda Di Stasio. Al Senato uscirebbero sicuramente Primo Di Nicola, Vincenzo Presutto, Antonella Campagna e Simona Nocerino. In forse Sergio Vaccaro, Fabio Audino e Sergio Puglia. Secondo il quotidiano poi almeno un’altra trentina, fra Camera e Senato, soffrirebbero Conte, ma non così tanto “da fare un salto nel buio”. Quasi tutti i big del M5S resterebbero al fianco di Conte, da Paola Taverna a Vito Crimi, dal ministro Stefano Patuanelli ai vicepresidenti.

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