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Assemblea M5S, Di Maio: “Se domani sarò riconfermato, non staremo fermi”

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 29 Mag. 2019 alle 21:29 Aggiornato il 29 Mag. 2019 alle 22:28
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Immagine di copertina
Luigi Di Maio in ascolto dei parlamentari M5S

M5S crisi Di Maio assemblea | Di Maio news | Governo ultime notizie 

M5S crisi Di Maio assemblea – Al via l’assemblea dei parlamentari pentastellati a Montecitorio: sul tavolo, dopo la sconfitta elettorale alle elezioni europee che hanno visto il Movimento arrivare al solo 17,1 per cento, la discussione sulla leadership del vicepremier Luigi Di Maio. 

Presente il capo politico Di Maio e Alessandro Di Battista, la cui presenza fino a poche ora fa era in forse. Sono arrivati anche i ministri Alfonso Bonafede, Giulia Grillo, Riccardo Fraccaro ed Elisabetta Trenta. Presente il presidente della Camera Roberto Fico.

Tra i pentastellati arrivati alla congiunta anche il senatore Gianluigi Paragone, finito nel mirino per le sue parole sui troppi incarichi ricoperti da Luigi Di Maio. Paragone, prima di entrare assieme a Paola Taverna nel palazzo dei gruppi, non ha rilasciato dichiarazioni. Presente anche Max Bugani dell’Associazione Rousseau.

M5S crisi Di Maio assemblea – Le dichiarazioni di Di Maio –  Era atteso l’intervento di Luigi Di Maio. Il capo politico dei Cinque Stelle ha parlato di fronte all’assemblea, accolto da applausi secondo quanto riportato da alcune fonti presenti al vertice, motivando la decisione di chiedere la fiducia agli iscritti del Movimento.

“Ho chiesto la fiducia agli iscritti perché anche io ho una dignità e negli ultimi due giorni mi sono sentito dire di tutto. A me non me ne frega nulla della poltrona”, ha affermato il vicepremier. “Non sto attaccato al ruolo di capo politico, ci ho sempre messo la faccia e continuerò a mettercela. Molti pensano sia bello stare in prima linea, ma il punto è che quando va tutto bene e vinciamo il merito è di tutti, giustamente, il problema è che se si perde prendo schiaffi solo io”.

E sempre in riferimento al voto sulla piattaforma Rousseau, Di Maio ha affermato: “Se domani vengo riconfermato non restiamo fermi, dobbiamo cambiare delle cose. Dobbiamo avviare una nuova organizzazione. Il m5S non perde mai, o vince o impara, io la vedo così, questa è la nostra storia e da qui dobbiamo ripartire”.

E quanto alla lettera inviata dall’Ue, Di Maio ha affermato: “La lettera che ci ha inviato l’Ue è totalmente assurda, vogliono aprire una procedura di infrazione sul debito del 2018 fatto dal Pd. Potevano prendersela col governo di prima e se la stanno prendendo con noi. Ma l’Italia non si piega”.

Dopo l’intervento del capo politico del Movimento, l’intero staff della comunicazione ha lasciato l’assemblea dei parlamentari i cui interventi si alternano per confermare la fiducia al leader dei Cinque Stelle. A quanto raccontano fonti presenti alla riunione, un deputato avrebbe preso la parola a nome di 60 colleghi chiedendo al vicepremier di ritirare il voto dalla piattaforma Rousseau su di lui.

> È scontro aperto all’interno di M5s: crisi di Governo all’orizzonte

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M5S crisi Di Maio assemblea | Rischi

Cosa si rischia in assemblea – Si tratta di un’assemblea completamente diversa dalle ultime che si sono svolte, nelle quali c’erano pochi interventi critici, ‘parlavano in 3 o 4’ – viene riferito e poi una replica di Di Maio come chiusa.

Nell’assemblea del 29 maggio si rischia, infatti, di arrivare ad un “processo” sulle cause dell’ultima sconfitta elettorale. Numerosi gli interventi previsti, sul banco degli ‘imputati’ non tanto la leadership di Luigi Di Maio, ma la scelta della sua cerchia ristretta, ovvero le decisioni “presa da troppe poche persone”, dicono all’interno del movimento.

Di Battista | Leader Cinque Stelle 

L’incontro al Mise – Nel mirino dell’assemblea di fatto, l’organizzazione interna del Movimento, segnata, peraltro, da un vertice che si è svolto ieri al Mise fra il capo politico, Luigi Di Maio e alcuni big di M5s che non è affatto piaciuta, per usare un eufemismo, a molti parlamentari. Stigmatizzato, si apprende, anche il fatto che vi fosse Alessandro Di Battista. Ormai solo un cittadino a 5 Stelle, dopo la scelta di non ricandidarsi.

M5S crisi | Voto Russeau

La piattaforma Russeau – Non solo oggi si tiene un’assemblea dei deputati pentastellati, ma Luigi Di Maio, ha anche chiesto un voto sulla piattaforma Rousseau sul suo ruolo di capo politico.

La domanda per gli utenti è: “Confermi Luigi Di Maio come capo politico del Movimento 5 Stelle?”. Gli iscritti potranno votare sulla piattaforma dalle 10 alle 20 di domani 30 maggio.

> Crisi all’interno di M5s: Di Maio chiede il voto su Rousseau

> Come funziona il voto sulla piattaforma

M5S crisi Di Maio assemblea | Gianluigi Paragone

I ribelli – Nella giornata politica sono state molto discusse le prese di posizioni assunte dal senatore Gianluigi Paragone, dalla presidente della commissione Finanze Carla Ruocco e dalla dimissioni di Primo Di Nicola da vicepresidente del gruppo di Palazzo Madama.

> M5s, il senatore Paragone annuncia le sue dimissioni

“La generosità di Di Maio di mettere insieme tre-quattro incarichi deve essere rivista. Il Movimento cinque stelle, per ripartire, ha bisogno di una leadership h24, dobbiamo passare dall’io al noi”, ha detto Paragone in un’intervista. ‘Non capisco perché si parli prima ai giornalisti’ e poi in assemblea, è stato subito osservato.

Paragone, anche lui presente al vertice del Mise, e Di Maio ‘sono molto vicini’, impossibile che la sua uscita sia voce dal sen fuggita, c’è chi si è affrettato a notare. Ma non è mancato, al contrario, chi, sarcastico, al contrario ha sottolineato: ‘sono sempre stato convinto che Di Maio avrebbe dovuto guardarsi da chi non lo ha mai criticato pubblicamente durante le assemblee M5s.

M5S crisi Di Maio assemblea | Reazioni politiche

I commenti – La “centralizzazione delle decisioni e l’uomo solo al comando non sono nelle corde del Movimento cinque stelle”: lo ha detto Carla Ruocco, che ha invocato “una maggiore condivisione”. Richiesta che rispecchia quella di moti altri parlamentari. Che nella scelta di rivedere la riorganizzazione del Movimento ci sia la mano di Davide Casaleggio non lo pensa nessuno dei parlamentari interpellati.

Intanto, Primo Di Nicola scrive: “Mettere a disposizione del Movimento gli incarichi. È l’unico modo che conosco per favorire una discussione autenticamente democratica su quello che siamo e dove vogliamo andare”.

Mentre non usa giri di parole il presidente della commissione Cultura della Camera, Luigi Gallo: del risultato delle Europee “la responsabilità è tutta di Luigi Di Maio”. E aggiunge: “Sarebbe ora che Di Maio si chiedesse se è in grado di guidare un governo a trazione M5s o se invece non sia il caso di lasciare”.

Dall’assemblea si capirà che aria tira all’interno del Movimento Cinque Stelle sconfitto nelle europee e cosa ne sarà nel suo prossimo futuro.

> Chi difende Di Maio e chi chiede un passo indietro

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