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Luciano Nobili di Italia Viva a TPI: “Calenda il miglior candidato sindaco per Roma”

"Il Pd usa la carta delle primarie dopo averle messe in naftalina per un anno solo per ostacolare la possibile candidatura del leader di Azione, quando è lui l'uomo giusto per risollevare Roma. Ma i dem lavorano al matrimonio stabile con il M5S, persino nella capitale distrutta da cinque anni di giunta Raggi. E accettano scelte imposte dall'alto. Se Calenda dovesse candidarsi il Pd invece faccia proprio questo nome, perché con lui il centrosinistra può vincere e governare in Campidoglio": parla Luciano Nobili, dirigente e deputato di Italia Viva

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 13 Ott. 2020 alle 07:05 Aggiornato il 16 Ott. 2020 alle 16:17
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Nobili: “Carlo Calenda è l’uomo giusto per Roma”

“Carlo Calenda rispecchia l’identikit della figura adatta a risollevare Roma dopo cinque anni di governo del M5S e oltre un decennio in cui la città ha perso posizioni in Italia e nel mondo”. Il deputato e dirigente di Italia Viva (Iv) Luciano Nobili non nasconde l’entusiasmo per la possibile candidatura del leader di Azione alla carica di sindaco di Roma, di cui da giorni si vocifera tra la “malcelata ostilità” di chi tra i dem preferisce le primarie e un’alleanza con il M5S e coloro che invece credono che Calenda sia uno dei pochi in grado di vincere le Elezioni comunali in programma per la primavera del 2021 e mettere ordine nel caos capitolino. “Le prossime elezioni decideranno se Roma sarà definitivamente abbandonata o se invece potrà costruire il grande riscatto della capitale”, afferma a TPI l’ex esponente del Pd, antenna romana dell’uomo di Rignano. “Ci sono tante sfide, dall’uso e dalla disponibilità di risorse importanti in Europa con il Recovery Fund al giubileo del 2025. Dobbiamo tornare a parlare di Roma sul piano nazionale”.

Onorevole Nobili, perché Carlo Calenda potrebbe essere l’uomo giusto per il Campidoglio?
Serve una figura forte, autorevole, capace di dare una scossa alla città e una squadra larga di 100, 150 persone molto capaci e motivate perché, come ha ricordato più volte Francesco Rutelli, per governare Roma servono 100 persone, idee molto forti e di cambiamento. In questo quadro abbiamo chiesto al centrosinistra di attivarsi sul modello di Bonaccini in Emilia Romagna e Eugenio Giani in Toscana, come alternativa sia alla destra che ai populisti, ma le risposte hanno latitato. Se Carlo Calenda rivedesse il suo iniziale rifiuto, la sua candidatura rispecchierebbe quell’identikit. Non sono mancati tra noi scontri e divergenze, ma penso che Roma venga prima degli interessi di partito e che la sua candidatura è quella di livello più alto finora emersa, sarebbe la figura adatta a mettere in sesto la capitale.

Quindi sta dicendo che se in questi mesi il centrosinistra avesse individuato un candidato più forte, il nome di Calenda non sarebbe stato fatto? È una risorsa d’emergenza?
Questo non lo so, ma so che è il momento di scegliere e individuare una figura all’altezza della sfida, con il massimo rispetto di quelli che hanno avanzato ipotesi di candidatura. Credo che non serva un talent show per aspiranti sindaci, ma una figura in grado di guidare Roma dopo il disastro di Virginia Raggi e dopo i problemi dell’ultimo decennio. È una sfida che a una persona normale e ragionevole fa tremare le vene nei polsi, ma Calenda ha già dimostrato di essere capace. Ha avanzato un piano per il rilancio della città che Raggi si è rifiutata di guardare ma avrebbe fatto bene ad ascoltare.

Cosa proporrete al tavolo del centrosinistra convocato dal Pd romano mercoledì prossimo? 
Chiederemo che il centrosinistra accolga con grande favore l’eventuale candidatura di Calenda invece della malcelata ostilità che ho registrato in queste ore. Se abbiamo un candidato di livello disponibile penso che il centrosinistra deve cogliere questa opportunità. Eppure di fronte anche solo all’eventualità di una candidatura di Calenda subito si sono alzati paletti e barriere, mentre si continuano a cercare accordi con il M5S, il che mi sembra francamente incredibile. Chiudere le porte a Calenda e cercare accordi con chi a Roma ha fatto un disastro. Tutto possiamo fare tranne che allearci con il M5S.

Tra gli inviti a Raggi a “fare un passo indietro” per trovare l’alleanza tra dem e grillini e quella che lei chiama “malcelata ostilità” del Pd, le premesse non sono le migliori.
Molto dipenderà dall’atteggiamento del Pd, e credo sia anche responsabile aspettare quello che Calenda deciderà. Noi siamo anche disponibili alle primarie, le abbiamo sempre sostenute, è il Pd che le ha messe in naftalina. Ma le primarie devono essere magari un pezzo del percorso, non certo uno strumento per mettere i bastoni tra le ruote o chiudere le porte a qualcuno. In questo momento le forze politiche si devono assumere delle responsabilità e mostrare la capacità di fare delle scelte. Il profilo lo dobbiamo scegliere insieme anche perché in tempi di Covid non so se e quando potremmo svolgere le primarie tradizionali.
Ma se si facessero a questo punto Calenda potrebbe essere uno dei nomi sul piatto?
Questo lo vedremo lo discuteremo, mi fa sorridere però che vengano rispolverate oggi come argomento da utilizzare contro l’eventuale candidatura di Calenda. Si possono fare, non sono un totem, ma non so se potremo svolgerle. Però non sono le primarie che possono sciogliere questo nodo, deve farlo la politica assumendosi le sue responsabilità. Per noi è chiaro che se Calenda ci fosse corrisponderebbe perfettamente al candidato di centrosinistra ideale.

In una ipotetica sfida a tre tra Pd, Raggi e centrodestra, quella che si teme possa diventare un duello senza il centrosinistra, Calenda avrebbe margine di vittoria? Potrebbe arrivare al ballottaggio sconfiggendo Raggi?
Io credo che Calenda e il centrosinistra guidato da una figura autorevole come lui avrebbe tutte le carte in regola non solo per arrivare al ballottaggio ma anche per vincere le Elezioni. Invece sono molto contento che Raggi si ricandidi perché è giusto che il suo lavoro sia valutato dai romani, e il giudizio sarà molto impietoso.
Con un nome diverso da Raggi, si potrebbe pensare a un candidato unitario?
Virginia Raggi Roma non l’ha governata da sola, ma con tutto il M5S e il sostegno convinto di Grillo, Di Maio, Casaleggio, Di Battista e tutta la squadra, quindi non capisco come si possa pensare di dire “nascondiamo Raggi e governiamo con il M5S a Roma”. Io capisco che non tutti hanno fatto opposizione con la stessa veemenza con cui l’abbiamo fatta noi però francamente mi sembra troppo proporsi insieme al M5s a Roma.

Se invece dopo mercoledì non si dovesse arrivare a un accordo penserete a un “modello Puglia”, con il candidato appoggiato da Italia Viva e Azione che corre da solo, separato dal Pd?
Spero di no, a Roma siamo ampiamente la seconda forza del centrosinistra e vogliamo assolutamente indirizzare le scelte, partecipare alla scelta. Io credo che Roma venga prima di tutto, anche prima dagli interessi di parte, e che quindi sia indispensabile lavorare insieme e uniti per una soluzione che sia la più forte da mettere in campo perché saranno elezioni difficili. E siccome Roma è nel declino, non è tempo per avventure separate, ma per una grande e forte proposta unitaria del centrosinistra. Secondo me ci sono tutte le condizioni che Calenda la incarni.

Guardando però al quadro generale, e cioè a Torino o Milano, sembra che anche in queste città la volontà del Pd sia quella di trovare un dialogo con il M5S.
Io non ho nulla in contrario al fatto che si facciano scelte nazionali e che la maggioranza di governo di cui facciamo parte interloquisca nella sfida delle città e spero che chiunque diventi sindaco di Roma abbia un rapporto positivo con il governo, dal momento che ne avrà bisogno per tutte le sfide che la attendono. Ma non credo che si possano calare sulle città scelte nazionali. E se qualcuno vuole e sta lavorando legittimamente a un matrimonio Roma non può essere vista come ostacolo a questo matrimonio: non è un incidente di percorso sulla strada di questa nuova alleanza. Sono d’accordo con il ministro agli Affari Europei Enzo Amendola che ha detto che sceglieranno i dirigenti, militanti e cittadini romani piuttosto che la politica nazionale.

Chi sta lavorando al matrimonio?
Il Pd sta lavorando a un matrimonio stabile. Auguri, ma Roma non può diventare l’ostacolo al matrimonio. Non è che bisogna farlo a tutti i costi anche a Roma, è una strada impercorribile.
Siamo di fronte a uno scontro tra leader nazionali e locali?
Devono essere ascoltate le voci romane nella scelta del sindaco di Roma. È giusto che la maggioranza di governo nazionale discuta, dialoghi e lavori alla ricerca di soluzioni possibili anche per le 5 grandi città che vanno al voto, ma è impensabile che ci sia una soluzione nazionale calata dall’alto per una città come Roma che non è l’ultimo comune d’Italia ma la sua capitale. E in nessuna città come a Roma l’accordo con il M5S è improponibile.

Se Calenda non fosse disponibile, chi potrebbe essere una figura papabile?
Inutile fare il toto nomi o evocare figure non interessate come fatto in precedenza. Io dico vediamo se Calenda è disponibile e se lo è cogliamo questa opportunità.
Ma qual è questo accordo calato dall’alto?
Ancora oggi c’è una intervista alla più importante esponente del Pd a Roma che dice che Calenda non va bene e bisogna lavorare a un accordo con il M5S.

L’esponente in questione, Michela Di Biase, nell’intervista ha dichiarato che Calenda si è caratterizzato per una posizione di forte contrarietà al Pd e alla maggioranza nazionale. 
Io stesso ho avuto momenti di disaccordo con Calenda, anche per le critiche mosse a Pd e Italia Viva, ma Roma è più importante di tutto questo, è la sfida di una generazione, per questo dobbiamo andare oltre e scegliere il meglio, le idee più forti e il candidato che deve vincere. Se Calenda non fosse disponibile bisogna cercare un profilo simile.

Qual è la linea di Italia Viva sulle altre città?
Contemperare due esigenze, i vantaggi dal rapporto con gli alleati di governo, ma rispettando quello che accade nel territorio, proprio come a Roma. Dopodiché città per città si sceglierà per il meglio, siamo esigenti e lo continueremo ad essere. Per chi sceglie il meglio saremo in prima linea. Le nostre scelte definitive comunque le assumeremo alla Leopolda romana, un grande appuntamento che stiamo organizzando, Covid permettendo.
Quando avremo un nome per Roma?
Entro questa settimana, ma Calenda non va tirato per la giacca. Mi ha stupito il fatto che se una figura come la sua dice di mettersi a disposizione perché Roma merita un impegno importante, la reazione sia la malcelata ostilità. Mi sarei aspettato una risposta diversa, anzi, un “magari”. Poi si può discutere tutto ma partendo dal fatto che siccome dobbiamo vincere bisogna scegliere i migliori.

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