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Calenda vuole candidarsi a sindaco di Roma (non col Pd): l’indiscrezione

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 7 Ott. 2020 alle 12:43 Aggiornato il 16 Ott. 2020 alle 16:17
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Calenda vorrebbe candidarsi a sindaco di Roma

Si avvicina la corsa al Campidoglio, e tra i possibili candidati alla carica di sindaco di Roma spunta anche il nome dell’ex esponente del Pd Carlo Calenda, attuale leader di Azione. Dopo la batosta elettorale alle Regionali dello scorso 20 e 21 settembre, l’ex ministro dello Sviluppo Economico, secondo quanto riportano alcuni quotidiani italiani, sa che il terreno capitolino potrebbe rivelarsi più morbido, considerato che il Partito Democratico deve ancora capire quali carte giocare. E, come scrive il Foglio, il leader di Azione è convinto di riuscire a conquistare una parte dell’elettorato di centrosinistra in assenza di nomi “forti” in casa dem. Ma è escluso che l’eurodeputato possa essere appoggiato dal Pd, nonostante, a quanto filtra, in questi giorni avrebbe sentito il segretario Nicola Zingaretti. 

Stando a quanto riporta il Tempo, il suo nome non sarebbe gradito al Nazareno dopo la brusca uscita dal partito a settembre 2019, annunciata in seguito alla formazione del governo giallorosso. Non solo, la forte avversione di Calenda verso l’alleanza con il M5S non lo renderebbero un concorrente papabile alle Elezioni in programma per la primavera 2021 nel caso in cui Virginia Raggi si ritirasse dalla corsa in favore di un candidato unitario. Nel frattempo Zingaretti è in difficoltà, perché tra i nomi sul piatto manca un “big”, nonostante gli appelli alla responsabilità lanciati per esempio al presidente del Parlamento Europeo David Sassoli e al capo della polizia Franco Gabrielli, i quali avrebbero declinato l’offerta. Nelle ultime ore sarebbero in crescita le quotazioni di Massimo Bray come possibile candidato unitario.

Ma per ora, nella rosa degli iscritti che dovrebbero partecipare alle primarie del Pd, i nomi certi sono quelli della senatrice Monica Cirinnà, dei presidenti di Municipio Giovanni Caudo, Sabrina Alfonsi e Amedeo Ciaccheri, del consigliere regionale di Demos Paolo Ciani e dell’attivista civico Tobia Zevi. Il timore, però, è che nessuno di questi riesca ad arrivare al ballottaggio, lasciando la strada spianata allo scontro testa a testa tra Virginia Raggi e il candidato di centrodestra. Il che, secondo i dem, porterebbe alla facile elezione dell’uomo o della donna proposti da Matteo Salvini e Giorgia Meloni, perché difficilmente l’elettorato del Pd voterebbe Raggi in modo compatto. Ma l’esclusione del Pd dalla sfida capitolina a due potrebbe verificarsi anche nel caso in cui a correre per il centrosinistra fosse Carlo Calenda 

Leggi anche: 1. Zingaretti: “Da domani percorso per sindaco Roma”. I possibili candidati Pd e chi è già sceso in campo 2. Tutti a litigare su Virginia Raggi, ma nessun partito ha delle proposte serie per risollevare Roma (di G. Cavalli) /3. Roma, Cirinnà: “Il Pd aspetta un big che non arriva. Mi candido a fare la sindaca”

4. Un’alleanza per Roma: primarie, idee, nuova classe dirigente (di Tobia Zevi) /5. Pensieri per Roma e il suo futuro (di Monica Cirinnà) /5. Per una nuova Repubblica Romana (di Federico Lobuono)

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