La Lega cambia nome per diventare partito nazionale, ma il Nord si spacca: rischio scissione

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 4 Ago. 2020 alle 08:38
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Immagine di copertina
Matteo Salvini Credits: ANSA

La Lega di Salvini cambia nome

Da oggi la Lega cambia volto a livello formale: si chiamerà “Lega per Salvini Premier” e di fatto dice addio alla “vecchia” Lega Nord fondata da Umberto Bossi negli anni Novanta. A rivelarlo è un retroscena di Repubblica, che racconta come già lo scorso febbraio fosse partita la campagna per le iscrizioni al nuovo partito salviniano con più trazione nazionale e meno “questione settentrionale”, con la possibilità di pagare 10 euro per la tessera mantenendo gratuitamente la “vecchia” tessera della Lega Nord.

Il nord si spacca

Oggi però, scrivono Tito e Lopapa su Rep, ben il 30 per cento dei vecchi iscritti non rinnoverà l’iscrizione in aperto scontro alla linea non più “solo nordica” del Carroccio: chi nostalgico di Bossi, chi più vicino alle tesi di Roberto Maroni (pronto a tornare in campo nel Carroccio anche in questa nuova fase “nazionale”) ma comunque diversi storici elettori della Lega non vedono di buon occhio l’addio al nome “Nord” sia nel titolo che nella modalità di politica del segretario Matteo Salvini. Diversi i  rumors che darebbero anche Giancarlo Giorgetti tra i non entusiasti della “destra nazionale” che ha in mente Salvini. Mentre resta invece lo zoccolo duro legato ai Governatori del Nord (Fontana e Zaia).

Un favore alle opposizioni?

Non hanno tardato ad arrivare i commenti dell’opposizione: “Salvini allontana la Lega dal #Nord e davanti al #PD c’è l’occasione della vita: farsi rappresentanza della parte più moderna ed europea del Paese. Ci vogliano provare? Si comincia col mettere il lavoro, la produttività e la crescita in cima alla nostra agenda. #ricominciodalNord”, è il tweet di Giorgio Gori, sindaco dem di Bergamo e in aperto scontro da tempo con la linea del Segretario Pd Nicola Zingaretti.

La questione settentrionale viene vista comunque centrale da Salvini che in questi mesi difende a spada tratta la Lombardia di Fontana dagli attacchi del Governo, ma è evidente come l’intento nazionale toglierà “spazio” ai consueti temi e battaglie del Carroccio.

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