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“Abbiamo scelto Giorgia perché la sua voce ricorda l’urlo di una vocalist. Ora il tormentone sarà l’inno del Gay Pride”: parlano gli autori di “Io sono Giorgia”

Si chiamano Mem&J, dj milanesi di 27 e 24 anni, e non avrebbero mai voluto che il loro remix diventasse una sigla per Giorgia Meloni

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 13 Nov. 2019 alle 13:06 Aggiornato il 13 Nov. 2019 alle 13:34
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Immagine di copertina

Io sono Giorgia sarà l’inno del Gay Pride

“Tutto avremmo voluto fuorché diventasse una sigla per la Meloni”: così gli autori del tormentone virale “Io sono Giorgia” commentano la mania social delle ultime settimane.

Si chiamano Mem&J e sono due dj milanesi di 27 e 24 anni  in un’intervista pubblicata sul Corriere della Sera hanno spiegato com’è nata l’idea di mixare il discorso pronunciato il 19 ottobre scorso da Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, in Piazza San Giovanni a Roma e di farne una hit.

“Il video di Giorgia Meloni al comizio in piazza San Giovanni era già tristemente virale per quello che diceva: noi abbiamo voluto girarlo in chiave ironica e trasformarlo in un discorso a favore della comunità Lgbt. Adesso questa cosa si è persa, tanto la leader di Fratelli d’Italia lo ha rigirato a suo favore: però, d’altronde, fa parte del gioco. Comunque, il pubblico ha capito che volevamo prenderla per i fondelli”, raccontano i dj, che hanno l’abitudine di mixare discorsi di personaggi famosi e politici come se fossero dei veri vj. Ed è per questo che hanno scelto Giorgia.

Oltre alla questione politica, abbiamo scelto lei anche perché è una brava comunicatrice, ha un tono di voce energico e cadenzato: “Io sono Giorgia” ricorda l’urlo delle vocalist in discoteca che incitano il pubblico ad alzare le mani! Il tormentone è stato realizzato nel giro di un’ora”, raccontano i Mem&J.

“Lo abbiamo fatto sentire per la prima volta alle 2.30 di sabato 26 ottobre al Toilet, club gay friendly dove siamo di casa, e contemporaneamente lo abbiamo pubblicato su Youtube”, e così il remix ha guadagnato in poco tempo 4 milioni di visualizzazioni sul web.

“Se inviteremo la Meloni? Non in discoteca, ma magari a bere un caffè per parlare e confrontarsi, perché no. Sicuramente ‘Io sono Giorgia’ sarà l’inno del prossimo Gay Pride”, annunciano.

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