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Governo Pd-M5S: il totonomi dei possibili ministri per l’esecutivo giallo-rosso

L'accordo tra dem e pentastellati è bloccato sul nome del premier, le trattative proseguono sui ministeri

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 26 Ago. 2019 alle 08:51 Aggiornato il 26 Ago. 2019 alle 09:52
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Immagine di copertina
Emanuele Fiano Credit: Ansa

Toto ministri per il governo Pd-M5S

Il toto ministri è entrato nel vivo, a 24 ore dalle nuove consultazioni convocate in Quirinale. Il governo giallo-rosso sembra sempre più possibile, ma le variabili sono tante e quella principale riguarda la fattibilità del matrimonio Di Maio-Zingaretti. La trattativa prosegue a suon di ministeri richiesti o promessi. Il Pd sarebbe pronto ad accettare un Conte bis, secondo gli ultimi retroscena, in cambio di due ministeri di peso.

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Il Pd chiede ministeri di peso

Sarebbero stati richiesti dai dem i due ministeri economici, Economia e Sviluppo. Fra i papabili nomi risuona il senatore Antonio Misiani, responsabile del settore economia del partito, nel ruolo di successore di Giovanni Tria. E nel governo potrebbero trovare spazio i due vice di Zingaretti, Paola De Micheli allo Sviluppo Economico, e un nome rilevante come quello di Andrea Orlando, che a sorpresa potrebbe reindossare i panni del Guardasigilli. Ma per la Giustizia c’è anche l’opzione Pietro Grasso (Leu). Il presidente dell’Agesci Francesco Scoppola potrebbe andare invece alle Politiche Giovanili.

I Dem chiedono anche la garanzia che il Viminale rimanga fuori dall’orbita dei Cinque Stelle: con Franco Gabrielli oppure, in alternativa, il renziano Emanuele Fiano, l’anti-Salvini per eccellenza.

Il ruolo dei renziani

Un’altra figura di spicco del Pd, l’ex premier Paolo Gentiloni, potrebbe tornare agli Esteri, anche se per la Farnesina restano alte le quotazioni di Enzo Moavero Milanesi, personalità non sgradita al Nazareno. Escluso che Renzi o i suoi più stretti fedelissimi (Boschi, Lotti) possano entrare in un esecutivo coi 5 Stelle, maggiori sono invece le chance di renziani come Ettore Rosato, o dei due capigruppo Andrea Marcucci o Graziano Delrio, che oggi ha una posizione più autonoma rispetto al senatore fiorentino.

Le proposte Cinque Stelle

In casa Cinque Stelle alcuni ministri uscenti vengono dati per confermati: da Elisabetta Trenta (Difesa) ad Alberto Bonisoli (Beni culturali), il cui lavoro è stato promosso ieri sul web da Beppe Grillo. Non ci sarà sicuramente Danilo Toninelli, pronto a essere sostituito alle Infrastrutture dal capogruppo grillino al Senato, Stefano Patuanelli.

In ascesa sono invece le quotazioni di Lorenzo Fioramonti, vice ministro dell’Istruzione, e soprattutto di Vincenzo Spadafora, sottosegretario alla presidenza del Consiglio del governo gialloverde, l’ex Margherita che ha ospitato nella sua casa romana l’incontro di venerdì sera tra Di Maio e Zingaretti.

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