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Home » Politica

Ex Brigate Rosse alla Meloni: “Chi l’ha gonfiata spero non gliel’abbia lecc**a”. Lei lo demolisce

Immagine di copertina

Ennesimo capitolo dello scontro tra l’ex Brigate Rosse Raimondo Etro e Giorgia Meloni.

Etro, che ha partecipato anche al sequestro di Aldo Moro in via Fani, è stato querelato dalla leader di Fratelli d’Italia per un post vergognoso pubblicato sui social, pieno di insulti sessisti.

“Certo che ci vuole un bel coraggio per gonfiare una nana coatta sgraziata fascia. Spero per lui (autore televisivo) che, prima, non sia anche astato obbligato a leccargliela. A meno che non gli piaccia il sapore di ricotta andata a male”.

giorgia meloni

Così il brigatista ha insultato Giorgia Meloni, che stavolta non è stata a guardare e ha annunciato una querela.

“Invece di passare il resto dei suoi giorni dentro una cella a vergognarsi, questo mezzo uomo passa le sue giornate comodamente a casa – mantenuto da voi col reddito di cittadinanza – a insultare di qua e di là. Io sono il suo bersaglio preferito, e siccome mi sono stufata ho deciso di querelarlo. E nonostante siano parole oscene ho deciso di metterle qui, perché tutta Italia possa leggere lo schifo che scrive questo essere”, ha detto la leader di Fratelli d’Italia.

Etro e Meloni erano già stati protagonisti di altri scontri. All’inizio di agosto l’ex brigatista aveva insultato la Meloni sul suo profilo Facebook: “Anche la coatta parafascista di Garbatella può essere curata. 25 gocce di lexotan a colazione, 25 gocce di lexotan a pranzo, 25 gocce di lexotan a cena. E, Giorgia, fattela una sc***ta senza pensare a Giorgio Almirante che forse riesci a godere”.

La leader di Fratelli d’Italia aveva replicato così: “Sapete chi è questo personaggio? Raimondo Etro, ex brigatista italiano: uno degli organizzatori del sequestro di Aldo Moro e dell’assassinio del giudice Riccardo Palma, ‘premiato’ anche con il reddito di cittadinanza. Invece di stare in imbarazzato silenzio preferisce insultarmi. Mentre gli italiani lavorano, c’è lui che prende una paghetta dallo Stato per stare a casa e scrivere cose di questo genere. Un po’ di vergogna no? E il M5S che dà il reddito di cittadinanza a gente così, non ha nulla da dire?”

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