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Fondi russi Lega: quello che c’è da sapere sulle presunte trattative per far arrivare 65 milioni da Mosca al partito di Salvini

Di Laura Melissari
Pubblicato il 12 Lug. 2019 alle 16:05 Aggiornato il 13 Lug. 2019 alle 08:12
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Fondi russi Lega | Una bufera si è abbattuta sulla Lega e su Matteo Salvini. Il giornale statunitense BuzzFeed ha realizzato un’inchiesta sui presunti fondi russi alla Lega. In un audio pubblicato il 10 luglio, si rivelano i rapporti tra la Lega, nella persona di Gianluca Savoini, e il governo russo. La richiesta

Non è ancora chiaro che implicazioni avrà, come si evolverà e quanto gravi saranno le conseguenze, ma intanto quella che era un’inchiesta giornalistica, sui fondi russi alla Lega, è già passata nelle mani della magistratura, che sta indagando in maniera approfondita sulla questione. Ma facciamo un passo indietro e vediamo con ordine tutti i risvolti della faccenda.

Fondi russi lega | L’inchiesta di BuzzFeed 

Il 10 luglio compare su BuzzFeed un audio risalente al 18 ottobre 2018 in cui si sente uno stretto collaboratore di Matteo Salvini, suo portavoce quando venne eletto segretario della Lega, impegnato in colloqui riservati per trasferire denaro russo proveniente dalle vendite del petrolio nelle casse della Lega. L’inchiesta del sito britannico BuzzFeed News viene immediatamente ripresa da tutte le testate internazionali e italiane.

È il 18 ottobre 2018 e sei uomini si incontrano nel lussuoso Hotel Metropol di Mosca, per discutere dei piani per la “grande alleanza”. Tra questi faccendieri, tre russi e due italiani, c’è Gianluca Savoini, Matteo Salvini.

I fondi in questione ammonterebbero addirittura a 65 milioni di dollari e sarebbero dovuti servire, tra le altre cose, a finanziare la campagna elettorale per le Europee 2019, banco di prova fondamentale per testare la grande ondata sovranista (poi mai verificatasi) in Ue.

Gli intermediari erano d’accordo sulla natura segreta dell’accordo: doveva essere tenuto nascosto il fatto che il beneficiario era la Lega, perché sarebbe stata una violazione della legge elettorale italiana, che vieta il finanziamento da parte di paesi stranieri.

La vicinanza tra i leader di estrema destra europea e il Cremlino non è una novità. “Vogliamo cambiare l’Europa”, aveva affermato Matteo Salvini durante il banchetto del governo per celebrare la visita del presidente russo a Roma la scorsa settimana. “Una nuova Europa deve essere vicina alla Russia come prima, perché vogliamo avere la nostra sovranità”, aveva sottolineato il leader leghista.

Salvini, descritto con entusiasmo dai russi nella registrazione come il “Trump europeo“, non ha partecipato a quella riunione dell’Hotel Metropol, ma era a Mosca in quel momento.

Il giorno precedente aveva pronunciato un discorso in cui ha denunciato le sanzioni contro la Russia come “follia economica, sociale e culturale” prima di un incontro con il vice primo ministro russo, Dmitry Kozak, e un membro potente del partito di Putin, Russia Unita, Vladimir Pligin.

Nell’audio si sente Savoini dire: “Il prossimo maggio ci saranno le elezioni in Europa. Noi vogliamo cambiare l’Europa. E una nuova Europa deve essere vicina alla Russia come prima, perché vogliamo riprenderci la nostra sovranità. Salvini è il primo che vuole cambiare l’Europa. Insieme ai nostri alleati in Europa”.

Buzzfeed sottolinea come dal suo materiale non si possa evincere se quell’accordo è poi mai stato messo in atto e se quindi la Lega abbia effettivamente ottenuto quei finanziamenti.

“L’esistenza della registrazione di trattative dettagliate solleva seri quesiti sulla possibilità che siano state violate leggi italiane, sui legami fra Mosca e la Lega di Salvini e sull’integrità delle elezioni europee di maggio”, scrive BuzzFeed.

La cifra dei 65 milioni non viene mai esplicitamente menzionata, ma è frutto dei calcoli che analisti del settore petrolifero hanno fornito a BuzzFeed. Un portavoce di Eni, contattato da BuzzFeed, “ribadisce con forza che l’azienda non ha mai preso parte in transazioni volte a finanziare partiti politici. Oltretutto, l’operazione di fornitura descritta non ha mai avuto luogo”.

Chi è Gianluca Savoini

L’uomo al centro dell’inchiesta è Gianluca Savoini, che secondo BuzzFeed sarebbe l’intermediario tra la Lega e il Cremlino. Savoini è vicino alla Lega da oltre vent’anni, ed è stato portavoce di Matteo Salvini quando questo fu eletto segretario del Carroccio.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Salvini ha minimizzato sulla sua figura, e la sua portavoce ha detto che Savoini non ha mai fatto parte di delegazioni italiane al seguito di Salvini. Ma come dimostra questa foto, questo è falso, perché Savoini aveva fatto parte della delegazione italiana a Mosca a ottobre 2018.

Savoini ha detto, in un’intervista a Repubblica, che tutta la vicenda altro non è che una “mistificazione, inganno, falsità, mascalzonata”. Secondo il leghista, l’audio che proverebbe la richiesta di denaro alla Russia, può essere stato manomesso, tagliato e la sua voce alterata. E soprattutto, secondo Savoini, non c’è nessuna prova di un versamento su un conto corrente. “Non c’è niente perché non c’è mai stata neanche l’intenzione di fare niente del genere”, ha detto.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Savoini si lancia a proteggere Salvini: “Se serve un colpevole allora mi offro, anche se non ho fatto nulla. Salvini in questa vicenda non c’entra niente, non sa niente, ero io lì e non lui, se la prendessero con me”.

Secondo Savoini non si tratta, né più né meno, che di una trappola. “Per rompere le scatole a Salvini. Qualcuno che viene da te, ti fa domande, parla e poi passa tutto a dei giornalisti”, dice il leghista.

Gianluca Savoini è presidente dell’Associazione culturale Lombardia Russia e direttore responsabile della rivista politico-culturale “Logos”. È un ex collaboratore di Roberto Maroni ed ex portavoce di Matteo Salvini.

Iscritto alla Lega dal 1991, sin d’allora Savoini si occupa di Russia, frequentando soprattutto personaggi dell’estrema destra locale.

Non era certo la prima volta che Savoini andava in Russia in concomitanza di una visita di Salvini. “Sono nella Lega dal 1991 e coordino gli incontri di Matteo Salvini con gli ambienti russi”, ha detto nel 2018 intervistato dal quotidiano Il Foglio. Il 4 luglio Savoini ha partecipato alla cena governativa in onore della visita di Vladimir Putin a Roma.

Il suo “ruolo” di facilitatore tra destra italiana e Russia gli viene riconosciuto a livello europeo, anche se in realtà nella Lega Savoini non ha nessun titolo definito. (Qui un suo profilo più approfondito).

Fondi russi Lega | La posizione di Salvini e del partito

Il leader della Lega ha categoricamente negato di aver mai ricevuto denaro straniero per finanziare il suo partito (qui la risposta del vice premier leghista all’inchiesta).

“Ho già querelato in passato, lo farò anche oggi, domani e dopodomani: mai preso un rublo, un euro, un dollaro o un litro di vodka di finanziamento dalla Russia”, ha detto immediatamente Matteo Salvini.

“Massima trasparenza, quando vado negli Stati Uniti e in Russia non chiedo soldi, lavoro per le aziende italiane e il popolo italiano”, ha detto Matteo Salvini sul caso.

Salvini ribadisce che è tutto ridicolo e che alla Russia non è stato chiesto “un rublo, un dollaro, un gin tonic, un pupazzetto”, e che i bilanci della Lega “sono trasparenti”.

La posizione di Salvini nei confronti di Savoini ha lasciato perplessi molti, dal momento che ci sono foto e dichiarazioni che smentiscono questa “lontananza” tra i due. Salvini ha detto che Savoini non ha mai fatto parte della sua delegazione. Una foto lo ha smentito, dal momento che Savoini era parte della delegazione di Salvini in Russia. Ma Salvini ha replicato: “Non l’ho invitato io a quel tavolo”.

La posizione del Cremilino

“Non prova nulla l’inchiesta” sulla presunta trattativa per un finanziamento milionario dalla Russia a favore della Lega pubblicata da BuzzFeed”. Due giorni dopo la bufera arriva il commento del portavoce di Putin, Dmitri Peskov, citato dall’agenzia Interfax. “Non c’è niente da commentare”, ha affermato Peskov. “Abbiamo visto il rapporto di BuzzFeed e abbiamo analizzato la trascrizione” dei colloqui “ma questo non prova nulla. Non vediamo ragione per commentare”, taglia corto Mosca.

L’inchiesta della procura di Milano

La procura di Milano, nella giornata dell’11 luglio, ha annunciato di aver aperto un’inchiesta

L’ipotesi di reato è quella di corruzione internazionale. A seguire l’inchiesta sono il procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e i pm Gaetano Ruta e Sergio Spadaro. A essere indagato è lo stesso Gianluca Savoini e la sua presunta trattativa.

Dovrebbero essere ascoltate diverse persone nei prossimi giorni nell’ambito dell’inchiesta.

I pm di Milano stavano già indagando da mesi sul caso.

Nella serata di ieri si è saputo che nell’indagine, coordinata dall’aggiunto Fabio De Pasquale del dipartimento ‘reati economici internazionali’ e dai pm Gaetano Ruta e Sergio Spadaro e condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Gdf, gli inquirenti hanno trovato e acquisito già settimane fa la registrazione, pubblicata da BuzzFeed, e avrebbero già ascoltato a verbale alcune persone.

Il fascicolo è stato aperto, infatti, mesi fa dopo la pubblicazione a febbraio degli articoli sul caso Savoini-Lega-Russia scritti da ‘L’Espresso’.