Foibe, Salvini commenta la foto di Mattarella: “Un omaggio a chi aveva la ‘colpa’ di non essere comunista”

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 14 Lug. 2020 alle 11:24 Aggiornato il 14 Lug. 2020 alle 11:28
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Immagine di copertina

“La metamorfosi di una questione storica”. Così Matteo Salvini ha commentato la foto destinata a diventare storica del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per mano con il presidente sloveno Borut Pahor davanti alla Foiba di Basovizza. “Quella della Foiba di Basovizza –  ha detto il leader della Lega – non è una semplice fotografia: è una immagine che rende giustizia a tante donne e uomini che hanno pagato con la vita la “colpa” di non essere comunisti”.

Dunque, secondo Matteo Salvini in quel momento si stavano omaggiando delle persone che avevano la colpa di “non essere comunisti” e non le vittime di un eccidio che aveva delle ragioni etniche prima che delle ragioni politiche. Le vittime delle foibe, e più in generale delle persecuzioni dei partigiani jugoslavi, erano anche cittadini comuni che non venivano di certo uccisi per le loro posizioni politiche, ma per il fatto di avere una storia diversa da quella delle popolazioni jugoslave che per anni avevano vissuto dispute territoriali e contrasti con i cittadini di origini italiane.

Tra l’altro, il gesto del presidente Mattarella (la prima stretta di mano dopo la fine della quarantena) è stato un gesto di distensione, che non può essere vanificato dalla solita polemica politica sulle foibe. Non c’era la colpa di “non essere comunisti” nella ragione di un eccidio efferato, ma un doloroso contrasto tra popoli.

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