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Foibe, Salvini nel Giorno del ricordo: “Onore ai martiri massacrati dai comunisti”

Da Salvini a Meloni, da Di Maio al Pd, i partiti italiani ricordano il massacro delle Foibe. Oggi le commemorazioni

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 10 Feb. 2020 alle 11:58
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Immagine di copertina

Salvini su Twitter: “Onore ai martiri delle Foibe, massacrati dai comunisti”

“Onore ai martiri delle Foibe, migliaia di uomini, donne e bambini, massacrati dai comunisti solo perché italiani”: con questo post, su Twitter, il leader della Lega Matteo Salvini ha ricordato il massacro delle Foibe, avvenuto tra il 1943 e il 1945 al confine tra Friuli-Venezia Giulia e Slovenia.

Stamattina, il segretario del Carroccio parteciperà, con la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, alle celebrazioni prima alla foiba di Monrupino e poi al Sacrario di Basovizza, in provincia di Trieste. Nel pomeriggio, invece, a palazzo Chigi ci sarà anche una commemorazione con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i presidenti di Camera e Senato Roberto Fico ed Elisabetta Casellati.

Anche Giorgia Meloni, su Facebook, ha ricordato il massacro delle Foibe: “Nel Giorno del ricordo ho scelto, ancora una volta, di essere qui alla foiba di Basovizza per rendere omaggio agli italiani uccisi dal disegno di pulizia etnica del maresciallo comunista Tito, condannare ogni forma di negazionismo e rinnovare il nostro legame con la comunità italiana presente nelle terre dell’Adriatico orientale. La ricorrenza di oggi non è solo l’occasione per onorare i martiri delle foibe e il dramma dell’esodo istriano, fiumano e dalmata, ma anche il momento per celebrare il rapporto dell’Italia con i connazionali che vivono in Istria, a Fiume e in Dalmazia. Un legame che non si spezzerà mai e che è un dovere delle Istituzioni rafforzare ogni giorno”.

Il ministro degli Esteri ed ex leader del M5s, Luigi Di Maio, sempre su Facebook ha scritto: “Uccisi e gettati in fosse carsiche, le foibe, simbolo del terrore, uccisi nei campi di prigionia, o costretti all’esodo e poi a lungo dimenticati. Erano migliaia di italiani, perlopiù civili, della Venezia Giulia, del Quarnaro e della Dalmazia, e vennero eliminati dalle milizie comuniste jugoslave al termine della seconda guerra mondiale e subito dopo. Di quell’eccidio abbiamo il dovere di fare sopravvivere il ricordo, ricordo che si deve trasformare in insegnamento ed esaltazione dei valori di pace”.

La senatrice Pd Valeria Fedeli ha parlato così della tragedia delle Foibe: “Il ricordo del nostro passato, anche delle sue pagine più dolorose, deve essere un ricordo attivo, finalizzato a contrastare, nel presente, ogni forma di odio, violenza, sopraffazione e discriminazione. Per questo anche da ministra dell’Istruzione ho sempre sostenuto l’importanza di progetti per far conoscere alle nostre ragazze e ragazzi la tragedia delle Foibe, della violenza scatenata contro donne, uomini e bambini che abitavano i territori dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia e del successivo esodo forzato dalle loro case. La qualità della coscienza civica di un Paese si misura soprattutto dalla sua capacità di riconoscersi in una memoria condivisa. Ecco perché ritengo fondamentale coltivare il ricordo contro ogni forma di negazionismo e revisionismo e per combattere odio e intolleranza”.

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