Foibe, Mattarella attacca il “negazionismo militante”

Di The Post Internazionale
Pubblicato il 9 Feb. 2020 alle 16:26
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Immagine di copertina
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella Credit: Ansa

Ala vigilia del Giorno del Ricordo, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, definisce la vicenda delle foibe “una sciagura nazionale alla quale i contemporanei non attribuirono, per superficialità o per calcolo, il dovuto rilievo”.

“Esistono ancora piccole sacche di deprecabile negazionismo militante”, sottolinea il Capo dello Stato, secondo il quale “oggi il vero avversario da battere, più forte e più insidioso, è quello dell’indifferenza, del disinteresse, della noncuranza, che si nutrono spesso della mancata conoscenza della storia e dei suoi eventi”.

Secondo Mattarella, allora, il Giorno del Ricordo “contribuisce a farci rivivere una pagina tragica della nostra storia recente, per molti anni ignorata, rimossa o addirittura negata: le terribili sofferenze che gli italiani d’Istria, Dalmazia e Venezia Giulia furono costretti a subire sotto l’occupazione dei comunisti jugoslavi”.

“Queste terre, con i loro abitanti, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, conobbero la triste e dura sorte di passare, senza interruzioni, dalla dittatura del nazifascismo a quella del comunismo”, afferma il presidente della Repubblica. “Quest’ultima scatenò, in quelle regioni di confine, una persecuzione contro gli italiani, mascherata talvolta da rappresaglia per le angherie fasciste, ma che si risolse in vera e propria pulizia etnica, che colpì in modo feroce e generalizzato una popolazione inerme e incolpevole. La persecuzione, gli eccidi efferati di massa, culminati, ma non esauriti, nella cupa tragedia delle Foibe,- l’esodo forzato degli italiani dell’Istria della Venezia Giulia e della Dalmazia fanno parte a pieno titolo della storia del nostro Paese e dell’Europa”.

“Si deve soprattutto alla lotta strenua degli esuli e dei loro discendenti se oggi, sia pure con lentezza e fatica, il triste capitolo delle Foibe e dell’esodo è uscito dal cono d’ombra ed è entrato a far parte della storia nazionale, accettata e condivisa”, prosegue Mattarella. “L’odio la vendetta, la discriminazione, a qualunque titolo esercitati, germinano solo altro odio e violenza”.

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