“Sono un cicciabomba, un panzone, una palla di lardo”: il discorso sul bullismo del deputato Sensi (Pd) che commuove l’Aula | VIDEO

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 30 Gen. 2020 alle 11:19
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Il discorso sul bullismo del deputato Sensi: “Ero un cicciabomba” | VIDEO

Siamo così abituati a vedere deputati e senatori azzuffarsi e polemizzare su tutto dai loro scranni in Parlamento, da restare quasi interdetti quando invece il discorso di uno di loro ottiene l’applauso e l’approvazione unanime di tutta l’Aula: è successo ieri, mercoledì 29 gennaio 2020, all’esponente Pd Filippo Sensi, autore di un commovente intervento a Montecitorio sui temi del bullismo e del body shaming.

Mentre era in discussione un testo – messo all’ordine del giorno – con l’obiettivo di integrare la legge sul cyberbullismo approvata nel 2017, Sensi ha raccontato la sua personale esperienza con il bullismo e in particolare del “fat shaming”. L’esponente dem, ex portavoce di “Matteo Renzi premier”, negli ultimi anni ha perso molti chili. Ma parla della sua obesità come una ferita ancora aperta.

“Sono stato per tutta la vita – ha detto Sensi ai colleghi deputati – e sono (cito) un cicciabomba, un cannoniere, un panzone, un trippone, una palla di lardo. Una volta un ragazzino mi gridò: ‘Sensi mi fai senso’. Lo ricordo come fosse adesso”.

“Chiunque mi conosce – ha continuato poi Filippo Sensi – sa che sul mio peso scherzo, ci sorrido, lo esorcizzo, ma mi ci misuro ogni giorno. E sento questo sguardo che pesa, che mi pesa – già – che mi pesa. Non tutti ci riescono e facciamo finta sia un passo avanti scherzarci su, ma quando sei ragazzo, o magari ragazza, è più difficile, maledettamente più difficile. Non tutti ci scherzano su. Ci si chiude in casa e si seppellisce la derisione mangiando. Ancora, ancora e ancora. Il cibo come anestesia, stordimento per non sentirli più, per non sentirsi più. Perdersi lì dentro perché nessuno ci trovi, tanto nessuno ci cerca. Se non quello sguardo”.

Per tutto questo, il deputato Pd ha chiesto all’Aula di attivarsi per “fare prevenzione, sostenere e supportare chi ne è vittima, evitando che la vergogna sia un destino ineluttabile, una condanna sancita dallo sguardo degli altri che può essere il gesto più violento e aggressivo di cui siamo capaci”. Anche perché “la vergogna del proprio corpo ha una forza immane, suscita categorie oscure. Sono mortificazioni che hanno conseguenze, possono scatenare comportamenti autodistruttivi: abbuffate compulsive, anoressia, suicidio”.

Il commovente discorso di Sensi ha attirato applausi dall’intera Aula. La Camera ha poi approvato il testo con 234 voti a favore, nessun contrario e 131 astenuti. Ora il testo passerà al Senato. Tra le novità più importanti che potrebbero essere inserite nella legge sul cyberbullismo, ci sono un numero telefonico di assistenza attivo 24 ore su 24 (il 114), una app anti-violenza e un monitoraggio costante su tutte le scuole italiane.

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