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Usa, un bambino di 8 anni si è impiccato dopo aver subito atti di bullismo

Di Giovanni Macchi
Pubblicato il 8 Dic. 2019 alle 14:00 Aggiornato il 8 Dic. 2019 alle 14:15
Immagine di copertina

Un bambino di 8 anni si è impiccato dopo aver subito atti di bullismo

Gabriel aveva appena 8 anni ma non ha retto a quegli episodi di bullismo e così ha deciso di farla finita e si è impiccato nella sua cameretta. La tragedia è avvenuta in Ohio, Stati Uniti, il 26 gennaio del 2017, a due giorni da una violenta aggressione subita dal bambino a scuola.

L’episodio è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza dell’istituto che Gabriel Taye frequentava insieme a quei compagni di classe che l’hanno picchiato ferocemente fino a fargli perdere i sensi. In tre lo hanno fermato e malmenato, ma a immortalarli sono state le telecamere.

Intanto, però, la Carson Elementary School aveva negato ogni responsabilità dell’istituto, tirandosi fuori da una tragedia che ha distrutto una famiglia intera. I genitori di Gabriel, però, non si sono arresi e hanno denunciato l’istituto e il distretto scolastico di Cincinnati per aver fatto sì che certi comportamenti legati al bullismo si verificassero, addirittura arrivando a coprirli.

Il preside e il vice preside davanti ai giudici si sono difesi affermando che non avrebbero avuto il potere di controllare quello che stava avvenendo nel bagno della scuola, né di prevenirlo in alcun modo.

In tribunale i genitori del piccolo Gabriel hanno portato il filmato delle telecamere della scuola, in cui si vede nitidamente il bambino camminare in bagno, inciampare e cadere. A quel punto i tre compagni hanno iniziato a canzonarlo, prima di avventarsi su di lui picchiandolo con violenza. Le botte sono state così forti da lasciare il ragazzino a terra senza sensi. Sono passati sette lunghi minuti prima che intervenisse qualcuno.

La mamma e il papà di Gabriel denunciano il fatto che la scuola abbia aspettato oltre un’ora prima di chiamarli e raccontare loro cosa fosse successo. Quando sono arrivati a scuola, il preside ha detto loro che Gabriel era svenuto, senza raccontare dell’aggressione.

Solo una volta a casa i genitori del bambino hanno iniziato a pensare che ci fosse qualcosa di più. Quella notte Gabriel stava male, ha vomitato più volte, ma anche per i medici nessun problema grave. Il giorno dopo, a scuola, un’altra aggressione da parte dei bulli. Quella sera stessa Gabriel è tornato a casa e si è tolto la vita, impiccandosi nella sua camera. La madre l’ha scoperto solo la mattina dopo, quando per Gabriel non c’era più nulla da fare.

I dirigenti della scuola ora chiedono che il caso venga archiviato, ma i genitori di Gabriel sono sul piede di guerra e vogliono avere giustizia per il loro bambino.

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