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Body shaming, ecco come le donne vengono umiliate con lo sguardo

Le donne non si piacciono mai abbastanza, ma la tendenza del body shaming sicuramente non le aiuta a sentirsi più sicure e ad apprezzare il loro corpo, in qualunque modo esso sia

Di Camilla Palladino
Pubblicato il 21 Feb. 2018 alle 19:16 Aggiornato il 21 Feb. 2018 alle 19:25
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Il body shaming è una tendenza che si è sviluppata negli ultimi anni, principalmente a causa di un uso sbagliato dei social network, e consiste nel prendere di mira i difetti fisici di una persona, quasi sempre una donna.

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Secondo i dati raccolti dalla Onlus Nutrimente, il 48 per cento delle donne, ovvero quasi una su due, si è sentita giudicata per la conformazione di una parte del proprio corpo.

Queste donne si sono sentite sotto pressione principalmente per le proprie gambe, la pancia, il fondoschiena e i fianchi.

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Le conseguenze principali del body shaming sono il condizionamento – e peggioramento – dell’autostima, nel 45 per cento delle donne, e l’aumento degli stati d’ansia, nel 43 per cento dei casi.

A questo proposito la fotografa statunitense Haley Morris-Cafiero ha realizzato un progetto che riunisce una serie di scatti in cui vengono mostrati gli sguardi giudicanti che caratterizzano il body shaming.

Il progetto, intitolato Wait Watchers e trasformatosi poi in libro, è nato per caso: nel 2010, dopo essersi scattata una foto ai gradini di Times Square, la fotografa ha notato che un uomo dietro di lei la fissava invece di guardare l’obiettivo della propria fotocamera.

In quel momento le è venuta l’idea di installare una macchina fotografica con un treppiedi in qualsiasi luogo pubblico che lei ritenesse interessante, e di scattarsi delle foto mentre faceva cose normali come parlare al telefono o mangiare un gelato.

Ovviamente, per rendere il più possibile oggettivo il suo esperimento sociale, Morris-Cafiero non si è mai agghindata per l’occasione, per fare in modo che i suoi vestiti non catturassero l’attenzione, e non ha mai fatto nulla per attirare lo sguardo delle persone che ha immortalato nella pellicola.

La fotografa, che ha lottato con i disturbi alimentari in passato e soffre di ipotiroidismo, ha detto di non preoccuparsi di ciò che la gente pensa di lei e che questo progetto non è fatto per far sentire in colpa nessuno.

“Non lo faccio per rabbia. Lo considero un esperimento sociale”, ha spiegato.

La serie ha suscitato alcune polemiche online, poiché non tutti sostengono le affermazioni della donna. Anche se le foto immortalano degli estranei che guardano il fotografo, nessuno può affermare con assoluta certezza che tutti gli sguardi siano beffardi o giudicanti.

Secondo molti commenti online, gli estranei non sono necessariamente cattivi o maliziosi quando guardano qualcuno, semplicemente potrebbero essere stati incuriositi dalla fotocamera o da qualcosa che si trova al di fuori dall’inquadratura.

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