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Retroscena: Comunali Roma, fonti Pd a TPI: “Col rimpasto di Governo il nostro candidato può essere un ministro”

Di Giulia Marrazzo
Pubblicato il 30 Dic. 2020 alle 06:56 Aggiornato il 30 Dic. 2020 alle 07:38
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“Noi con il Pd siamo stati chiari. Basta prese in giro. Ci dicano qual è il perimetro della coalizione”. Ovvero? “Ovvero M5s sì o M5s no? Raggi sì o Raggi no?”. E soprattutto: “Qual è un candidato alternativo e migliore a Carlo Calenda?”. Così, a TPI, fonti di Italia Viva parlano della linea che porteranno domani al tavolo di coalizione del centrosinistra dedicato alla corsa al Campidoglio e ironizzano: “Se aspettiamo il Pd altro che 7 nani, arriviamo alla carica dei 101”.

Gli esponenti di Iv rimangono sulla linea portata avanti ormai da mesi e ora che Calenda, il leader di Azione, intervistato dall’Adnkronos, ha fatto sapere che da gennaio è pronto a partire con la campagna elettorale per la corsa a sindaco di Roma, i renziani spingono ancor di più: ”Sono tre mesi che Calenda è in campo, non possiamo aspettare i comodi del Pd o pensare di fare delle primarie quando addirittura si parla di spostare le elezioni amministrative a causa della pandemia”. Gli esponenti Iv rimarrebbero quindi fedeli all’impegno preso con Carlo Calenda e contrari a delle primarie fatte solo “per bloccare la sua candidatura”.

Insomma la palla, o forse meglio dire la patata bollente, sembrerebbe ora nelle mani del Partito Democratico. Ma a questo tavolo romano il Pd cosa ha intenzione di dire? “Domani, per noi, sarà una riunione di chiarimento politico. La nostra linea? L’abbiamo detto in tutte le salse: siamo per le primarie”, spiegano alcuni esponenti dem a TPI. E proseguono: “Se Calenda vorrà potrà partecipare ma ovviamente noi porteremo, come a tutte le primarie, il nostro candidato”.

Insomma, il partito di Nicola Zingaretti sembrerebbe optare la linea “vinca il migliore” e sul Movimento 5 Stelle e le critiche portate avanti dal partito di Renzi, fonti Pd specificano che ad oggi “la candidata del M5s è Virginia Raggi, quindi non è prevista nessuna apertura”. In ogni caso, da più parti nel centrosinistra, fanno notare un fatto non secondario: “La crisi di governo non è da sottovalutare” anzi “è la questione fondamentale”.

Secondo esponenti dell’attuale maggioranza, infatti, se si procedesse con il rimpasto light o con un governo Draghi alcune “personalità ora impegnate nei ministeri potrebbero liberarsi e pensare al Campidoglio”. Un ritorno all’ipotesi Gualtieri? “Ora come ora è difficile – sottolineano fonti di maggioranza – ma non è da escludere”.

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