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Le due notti insonni di Conte prima del Dpcm

Di Anna Ditta
Pubblicato il 26 Ott. 2020 alle 10:56 Aggiornato il 26 Ott. 2020 alle 11:25
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Immagine di copertina
Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte illustra il nuovo Dpcm con le misure contro l'emergenza Covid-19, Roma, 25 Ottobre 2020. Roberto Monaldo / LaPresse /Ansa/pool

Non sono state scelte semplici quelle compiute dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che nella conferenza stampa di ieri ha annunciato le misure anti-contagio presenti nel nuovo Dpcm. Chiusura di bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie alle 18, sospensione delle attività per cinema, teatri, palestre e piscine fino al 24 novembre sono alcune delle nuove restrizioni introdotte con la speranza di riuscire a frenare l’impennata dei contagi da Covid-19 in Italia, ma sono al tempo stesso misure che rischiano di distruggere per sempre tante attività.

Conte non ha preso queste decisioni a cuor leggero: secondo quanto riporta oggi il Corriere della Sera il premier ha dormito quattro ore negli ultimi due giorni, ed è stato a lungo indeciso. Ha chiesto agli scienziati misure alternative, ma confrontando i dati e ascoltando i ministri alla fine si è convinto che non ci fosse un’altra strada. Per questo, alla fine Conte ha seguito i moniti e le raccomandazioni degli esperti.

In cambio, ha garantito rapide misure di ristoro per le categorie economiche più colpite, nella speranza che le misure siano transitorie. “Prendiamo questi provvedimenti oggi per riuscire a tornare ad avere una situazione sotto controllo fra qualche settimana, non mi ritengo infallibile, ci possono essere state sottovalutazioni, ma non errori”, ha dichiarato il premier in conferenza stampa.

“Gli stessi italiani lo capiscono, probabilmente sono più stanchi e frustrati rispetto alla prima ondata, i conti li faremo alla fine, ma ce la faremo anche questa volta, riusciremo a venire a capo anche di questa seconda ondata, anche per passare un Natale più sereno“.

Il premier ha voluto anche dare una speranza per i prossimi mesi: “Ricordiamo che la Ue ha già stabilito contratti che potrebbero far arrivare i primi vaccini già alla fine dell’anno“, ha dichiarato. “L’Italia è un grande Paese, a marzo ce l’abbiamo fatta, ce la faremo anche questa volta”.

Conte ha riconosciuto gli importanti sacrifici chiesti agli italiani, soprattutto ai piccoli imprenditori dei settori destinatari delle nuove restrizioni, ma ha assicurato: “Faremo tutto quello che è necessario per tornare a respirare a dicembre, senza la velleità di riportare la curva a zero, ma almeno sotto controllo”.

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