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Quando il M5s e Di Battista proponevano Siri (indagato per corruzione) ministro dell’Economia

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 26 Apr. 2019 alle 12:55 Aggiornato il 26 Apr. 2019 alle 12:58
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Immagine di copertina

DI BATTISTA SIRI – “Ho sempre sostenuto questo governo, lo sosterrò ancor di più se il sottosegretario Siri si dimetterà il prima possibile. Nessun governo del cambiamento e nessun governo che si sta impegnando nella lotta alla corruzione può tollerare che vi sia un proprio esponente indagato per reati così gravi. È evidente che debba dimettersi all’istante perché, come diceva Borsellino, ‘i politici non devono soltanto essere onesti, devono apparire onesti'”.

Parole e musica, sul suo account Facebook, di Alessandro Di Battista, leader ed ex deputato del Movimento Cinque Stelle. La posizione dei pentastellati su Armando Siri, il sottosegretario ai Trasporti leghista indagato per corruzione, del resto è nota.

Luigi Di Maio ha chiesto le dimissioni immediate di Siri dopo la notizia del suo coinvolgimento in un’inchiesta su una presunta mazzetta da 30mila euro. Una richiesta che da giorni ha scatenato un vero e proprio scontro in seno alla maggioranza di governo, visto che Matteo Salvini continua a difendere il sottosegretario.

Lega e Movimento Cinque Stelle litigano dunque su Siri. Eppure, solo un anno fa, il nome dell’attuale sottosegretario ai Trasporti era uno dei papabili per il ruolo di ministro dell’Economia, voluto da entrambe le anime del governo giallo-verde. Anche se alla fine, però, l’incarico andò a Giovanni Tria.

La prova dell’appoggio del M5s al nome di Siri arriva dal video di un’ospitata di Di Battista a Otto e mezzo, su La7. Era fine maggio 2018, l’attuale maggioranza di governo era nel pieno della polemica sul nome di Paolo Savona come probabile ministro dell’Economia.

Lega e M5s, infatti, erano stati sommersi di attacchi per le opinioni fortemente contrarie all’euro espresse in più occasioni dal professore. Così, avevano dovuto guardarsi attorno per fornire al Quirinale nuove proposte per il ruolo di ministro.

“Luigi Di Maio – raccontava Di Battista a Lilli Gruber – mi ha detto di aver concordato con Salvini l’ipotesi di avanzare, durante un incontro informale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, altri due nomi oltre a quello di Paolo Savona. Cioè quelli di Alberto Bagnai e Armano Siri”.

“Il Quirinale ha smentito? – continuava l’esponente del M5s – Credo a Luigi Di Maio e se il Quirinale smentisce vuol dire che mente, potrò essere anche accusato di vilipendio”.

Solo un anno dopo, però, Di Battista avrebbe chiesto a gran voce le dimissioni di colui che il suo partito aveva proposto come ministro dell’Economia.

A questo link il video di Otto e mezzo

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