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UNICEF Italia esprime “grande preoccupazione per il ddl del Governo” sulla imputabilità di minori

Immagine di copertina
Credit: Sandro Basili/ OLA NEWS/SIPA / AGF

TPI pubblica la dichiarazione del presidente Nicola Graziano: "Grande preoccupazione in UNICEF Italia per il disegno di legge approvato ieri dal Consiglio dei Ministri"

Il disegno di legge approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, che introduce una presunzione relativa di imputabilità per i minorenni tra i quattordici e i diciotto anni – modificando l’articolo 98 del Codice penale e l’articolo 9 del d.P.R. 448/1998 desta una grande preoccupazione in UNICEF Italia.

La Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, in particolare gli articoli 3 e 40, richiede che ogni provvedimento riguardante i minorenni sia orientato al loro superiore interesse e a un approccio educativo, non punitivo. Il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia, anche nel Commento Generale n.24 del 2019, che costituisce il principale riferimento interpretativo internazionale in materia di giustizia minorile, raccomanda agli Stati di fondare la giustizia minorile su una valutazione individualizzata della maturità psicologica ed emotiva, da accertare caso per caso e non da presumere. Il sistema italiano di giustizia minorile – modello efficace riconosciuto a livello internazionale – è costruito sulla finalità rieducativa della pena, sancita anche dalla nostra Costituzione, in particolare negli articoli 27 e 31, e sul principio dell’estrema ratio della sanzione penale per i minorenni: invertire l’onere della prova sulla capacità di intendere e di volere rischia di indebolire questa impostazione, spostando il baricentro del sistema da un accertamento individualizzato della maturità a una sua presunzione ed esponendo gli adolescenti più vulnerabili a un trattamento che non tiene conto della loro fase di formazione.

Gli episodi di cronaca che hanno visto protagonisti minorenni con violenze reiterate dimostrano l’importanza di affrontare con determinazione le molteplici forme del disagio giovanile, con un’attenzione costante, non estemporanea, alle politiche per l’infanzia e l’adolescenza. UNICEF Italia richiama da tempo l’attenzione sulla povertà educativa come fenomeno multidimensionale, che intreccia dispersione scolastica, carenza di spazi di aggregazione, sport e cultura, e assenza di reti di sostegno familiare e sociale. Servono azioni urgenti e non emergenziali, che diano priorità a quanto già previsto nei Piani nazionali per l’infanzia in termini di contrasto alla povertà minorile ed educativa, promozione della comunità educante, sostegno alla genitorialità e individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni come sportelli di ascolto nelle scuole, percorsi per i genitori, attività culturali e sportive accessibili.

Ovunque nel mondo, come UNICEF abbiamo imparato l’importanza di un approccio fondato sui diritti umani, che agisca su prevenzione, contrasto e recupero. La giustizia minorile non è solo punire chi commette il reato: è prevenire che venga commesso, contrastare il disagio che vi si manifesta, recuperare l’autore della violenza e dare una risposta concreta alle vittime. Alla giustizia che compensa con la punizione, riteniamo più efficace contrapporre un’azione riparativa fondata su umanità, responsabilità e comunità: il terreno nel quale vogliamo che bambine, bambini e adolescenti crescano”.

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