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Crisi di governo, Salvini: “Inciucio Renzi-Grillo. Chiamo a raccolta l’Italia del Sì”. Ma Zingaretti frena: “No alleanza Pd-M5S”

Tutte le ultime notizie in diretta sulla situazione politica

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 11 Ago. 2019 alle 08:17 Aggiornato il 12 Ago. 2019 alle 10:49
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Matteo Salvini, dopo avr aperto la crisi di governo, vuole le elezioni anticipate. Credit: Alberto PIZZOLI / AFP

Crisi di governo, le ultime notizie in diretta

A tre giorni dall’apertura della crisi di governo, regna ancora la confusione su quel che accadrà nei prossimi mesi. Il vicepremier leghista Matteo Salvini, dopo aver rotto l’alleanza con il M5S, continua a invocare elezioni anticipate, ma nelle ultime ore ha preso quota l’ipotesi di un governo del presidente che possa perfezionare in autunno la manovra finanziaria e condurre il Paese al voto verosimilmente nella primavera 2020. Quella di domani, lunedì 13 agosto, sarà una giornata chiave con la riunione dei capigruppo in Senato e l’assemblea dei parlamentari della Lega convocata da Salvini.

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Gli ultimi aggiornamenti

  • Di seguito tutti gli ultimi aggiornamenti:

ore 20.35 – Zingaretti: “I tempi li decide Mattarella, non Salvini” – Il segretario del Pd Nicola Zingaretti parlando al Tg1 ha anche ricordato che “I tempi non li decide Salvini”, ma sono “prerogative del Presidente della Repubblica che, per fortuna, abbiamo. È saggio”.

ore 20.35 – Zingaretti: “Ho dubbi su un governo salvaconti e poi il voto” – Il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti ribadisce le sue perplessità rispetto all’ipotesi di un govenro istituzionale. “Siamo tutti coscienti del pericolo che rappresenta Salvini e del rischio di una deriva plebiscitaria, ma fare un governo che rimette a posto i conti e poi votare ho dubbi sia la soluzione giusta, il pericolo crescerebbe”, ha affermato al Tg1 il governatore del Lazio. E ancora: “Salvini è scappato dalla manovra, hanno sfasciato i conti, raccontato delle bugie, ora i conti non tornano e quindi anche se è agosto scappano”.

ore 19.50 – Salvini: “C’è chi vuole l’ammucchiata” – Salvini attacca chi lavora per un governo sostenuto dalla maggior parte delle forze politiche. “C’è la certezza che in queste ore qualcuno sta lavorando a Roma a un’ammucchiata per non mollare la poltrona. Questa è una certezza. Se poi ci riescano o no sta alla loro coscienza. Penso che dopo un governo la via maestra siano le elezioni”, ha detto ancora il ministro dell’Interno e leader della Lega a Catania”.

ore 19.25 – Salvini: “Chiamo a raccolta l’Italia del Sì” – Intervenendo a Catania il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini ha chiamato a raccolta quella che definisce “Italia del Sì”. “Nelle prossime settimane in Parlamento si confronteranno due idee diverse di Italia: quella del Sì è quella del No. Il popolo del no e ben rappresentato dalla gente fuori dal municipio e dall’appello di Renzi: no alle elezioni, alle grandi opere, alla riforma fiscale, alla riforma della giustizia”. “Io chiamo a raccolta, e Catania ne è un esempio virtuoso, l’Italia del sì – ha aggiunto il leader della Lega – che scommette sul futuro e non sull’assistenza”.

ore 19.25 – Salvini “La prossima settimana incontro con alleati di centrodestra” – Il leader della Lega ha parlato anche delle possibili alleanze in vista di appuntamenti elettorali. “Conto di vedere sicuramente gli alleati a livello locale del centrodestra perché sicuramente alcune elezioni regionali ci sono: in Umbria sono fissate il 27 ottobre, in Emilia Romagna dovrebbero essere a dicembre e poi ci saranno Calabria, Marche, Toscana. Sicuramente su questo l’alleanza che ha vinto tutte le elezioni negli ultimi mesi deve ritrovarsi e proporre candidati comuni prima possibile”.

E ancora: “Penso che già la settimana prossima ci ritroveremo con gli alleati per le regionali, ovviamente si parlerà anche di altro”.

ore 18.00 – Grasso (Leu): “Per un governo tecnico Conte bis o tria” – L’ex presidente del Senato Pietro Grasso, esponente di Leu, Liberi e Uguali, chiede che venga valutata l’ipotesi di un governo di larghe intese, e lo immagina guidato dall’attuale premier Giuseppe Conte o dal ministro dell’Economia Giovanni Tria. “Serve un esecutivo per gestire la fase finanziaria. Nessun inciucio, ma un governo tecnico per il voto”, ha detto l’ex magistrato intervenendo a Tgcom24. “Io preferirei un governo tecnico, un Conte-bis o un Tria, ma non voglio suggerire niente a nessuno”.

E ancora, l’invito di Grasso: “Mettiamo tutto nelle mani sagge e prudenti del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sarà lui a valutare cosa fare. Serve comunque un nuovo ministro dell’Interno poi le soluzioni possono essere molteplici”.

Per il senatore di Lee è importante che “in questa fase istituzionale delicata, il Parlamento abbia il suo ruolo”, nella massima trasparenza possibile e per il “bene del Paese. Non dobbiamo essere esecutori della volontà di Salvini”. La “Lega non ha i numeri per sfiduciare il premier Conte”.

ore 18.00 – Smeriglio (Pd): “Sostengo da tempo il disgelo con il M5S” – Massimiliano Smeriglio, del Pd, ricorda di aver sempre sostenuto l’opportunità di convergenze del Partito Democratico con il Movimento 5 Stelle e precisa che il primo passo verso un’intesa dovrebbe essere compiuto proprio dai pentastellati.

“Sostengo da tempo il disgelo con il Movimento 5 stelle partendo da punti programmatici chiari: partecipazione, legalità, beni comuni, salario minimo, diritti individuali, conversione ecologica, europeismo. Per questa posizione politica sono stato ripetutamente e strumentalmente linciato dai cosiddetti renziani. Continuo a pensare che sia necessario un cambio di passo della politica italiana capace di parlare ai ceti popolari e uscire dall’inganno del rancore. Sbarrare la strada al nuovo ennesimo ‘uomo del destino’ che chiede pieni poteri, deve essere un imperativo morale per ogni progressista”.

“Non è il momento dei teatrini, bisogna essere seri ed è chiaro che un eventuale primo passo in questa direzione lo devono compiere i 5 Stelle, primi responsabili della crescita di Salvini e del suo blocco reazionario. Ha ragione Zingaretti quando definisce i contorni di un eventuale dialogo che non è e non può essere confuso con una manovra di palazzo raccontata da Salvini e i suoi ancora una volta come uno scontro ‘élite contro popolo’ perché verremmo travolti. Prima o dopo. Così come questo dialogo non può essere lo strumento di Renzi per riguadagnare visibilità individuale e preparare la scissione, perché passeremmo dalla tragedia alla farsa”, conclude.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

ore 14.00 – Di Maio: “I giochi di palazzo non ci interessano” – “Qualcuno dice che all’Italia serva un Governo forte. Bene, ce l’avevamo un governo forte e la Lega lo ha fatto cadere. Era quel Governo che aveva fatto tante cose che ora rischiamo di perdere. Sento parlare di aperture, appelli e altri termini in politichese. Non ci sono giochi di palazzo che ci interessino”. Lo scrive il capo politico del M5S, Luigi Di Maio, in un post su Facebook.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

ore 12.40 – Zingaretti: “No a un governo Pd-M5S” – “È credibile imbarcarsi in un esperienza di governo Pd-M5S per affrontare la drammatica manovra di bilancio e poi magari dopo tornare alle elezioni? Io con franchezza credo di no. Ho anzi il timore che questo darebbe a Salvini uno spazio immenso di iniziativa politica tra i cittadini. Griderebbe lui allo scandalo. Daremmo a lui la rappresentanza del diritto dei cittadini di votare e decidere. Davvero allora i rischi plebiscitari sarebbero molto seri”. Lo scrive in un intervento su HuffingtonPost il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, rispondendo indirettamente all’intervista di Renzi al Corriere della Sera in cui l’ex premier auspica la formazione un governo istituzionale (qui l’articolo completo).

ore 11.30 – Salvini: “Governo Renzi-Grillo-Boschi-Fico? Tutto per poltrone” – “Governo Renzi-Grillo-Boschi-Fico??? Le pensano tutte pur di salvare la poltrona! Andiamo avanti Amici, per loro prima la poltrona, per noi prima gli italiani”. Lo scrive su Twitter Matteo Salvini.

crisi di governo

ore 10.20 – Calenda a Renzi: “No tatticismi” – “Governo tecnico per qualche mese, votato da Pd, 5S e Forza Italia, per fare cosa? La manovra più dura degli ultimi anni. Prendere qualche mese per fare un partito? Bisogna fermare Salvini ora e farlo insieme, mobilitando il paese. È il momento del coraggio, non dei tatticismi”. Lo scrive su Twitter Carlo Calenda, europarlamentare del Pd, commentando l’intervista di Matteo Renzi al Corriere della Sera.

ore 09.30 – Salvini: “No a inciuci” – “Inciuci, giochetti di palazzo, governi tecnici o “di scopo” (?) non fermeranno la voglia degli Italiani di un governo finalmente forte, chiaro, libero, per tornare a correre, per l’Italia dei Sì”. Lo scrive in un post su Facebook il vicepremier leghista Matteo Salvini (qui l’articolo completo).

ore 08.45 – Renzi: “Folle votare subito, ora governo istituzionale” – “Votare subito è folle. Ci vuole un governo istituzionale che permetta agli italiani di votare il referendum sulla riduzione dei parlamentari, che eviti l’aumento dell’Iva, che gestisca le elezioni senza strumentalizzazioni”. Lo dice l’ex premier Matteo Renzi in una intervista al Corriere della Sera (qui l’articolo completo).

crisi di governo

Crisi di governo: cosa è successo ieri

Quella di ieri, sabato 11 agosto, è stata un’altra giornata all’insegna delle tensioni tra la Lega di Salvini e gli ormai ex alleati del Movimento Cinque Stelle. Il fondatore del M5S, Beppe Grillo, ha scritto un articolo sul suo blog nel quale attacca duramente il vicepremier leghista e respinge l’ipotesi di elezioni anticipate.

“Mi eleverò per salvare l’Italia dai nuovi barbari, non si può lasciare il paese in mano a della gente del genere solo perché crede che senza di loro non sopravviveremmo”, ha scritto Grillo. “Un complesso di Edipo in avvitamento che è soltanto un’illusione. Lasciamoci quindi alle spalle Psiconani, Ballerine e Ministri Propaganda a galleggiare come orridi conglomerati di plastica nei mari: per loro quella è vita, una gran vita, per noi soltanto sporcizia non biodegradabile”. “Dobbiamo fare dei cambiamenti? Facciamoli subito, altro che elezioni, salviamo il paese dal restyling in grigioverde dell’establishment, che lo sta avvolgendo”.

Tra i pentastellati, anche il Roberto Fico, presidente della Camera, ha attaccato Salvini: “I Presidenti di Camera e Senato convocano le Camere. Nessun altro. Il Presidente della Repubblica è il solo che può sciogliere le Camere e convocare le elezioni anticipate, nessun altro”, ha scritto su Facebook.

“Agli insulti di grillini e kompagni rispondiamo solo con la forza delle nostre idee. Bacioni e prima gli italiani”, ha replicato Salvini, che a Policoro, in provincia di Matera, è stato accolto con insulti e lancio di acqua.

E mentre Giancarlo Giorgetti, sottosegretario leghista alla presidenza del Consiglio, parla di un Conte che vuole una rottura traumatica, Luigi Di Maio, capo politico M5S, attacca ancora gli ormai ex alleati: “La Lega ha buttato giù l’unico governo che in un anno ha resistito a lobbies e poteri forti. Che ha approvato la legge anti-corruzione più punitiva d’Europa e ha iniziato ad aiutare pensionati, poveri e precari. E forse lo ha fatto cadere proprio per questo: quando i sondaggi gli hanno detto che poteva staccare, lo hanno fatto”, ha scritto Di Maio in un post su Facebook.

In mattinata M5S e Pd avevano categoricamente smentito l’ipotesi di un governo insieme. Tuttavia, in entrambe le forze politiche c’è un ampio fronte contrario alle elezioni anticipate: nei Cinque Stelle, come detto, è uscito allo scoperto Beppe Grillo, mentre nel Pd il fronte anti-voto è capeggiato dall’ex segretario Matteo Renzi, alla cui corrente fa capo la maggioranza dei parlamentari dem.

Crisi di governo: il riassunto della giornata di ieri