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Covid, Conte: “Serrare i ranghi e cooperare per battere il virus. Task force mai sovrapposta ai passaggi istituzionali”

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 14 Dic. 2020 alle 11:34 Aggiornato il 14 Dic. 2020 alle 11:45
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“Nessun processo di crescita potrà innescarsi se non procediamo a una decisa azione riformatrice della macchina dello Stato e dell’ordinamento giuridici”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso del Rome Investment Forum 2020. “Per questo motivo intendiamo attivarsi sul fronte della giustizia civile per accelerare i tempi dei procedimenti assicurare più certezza agli operatori economici”, ha aggiunto il premier.

“Nel 2020, dopo le due ondate della pandemia, la sfida che abbiamo di fronte non è più soltanto quella – pur prioritaria – di liberare le potenzialità inespresse del nostro Paese. In questa nuova fase, il compito che ci attende è duplice e riguarda non soltanto l’Italia ma l’intera Europa e, più in generale, anche l’intera comunità internazionale. In primo luogo, nel presente, dobbiamo serrare i ranghi per vincere il nemico invisibile che è ancora fra noi”, ha proseguito Conte. “È una battaglia questa che richiede un forte spirito di unità nelle nostre comunità, una leale collaborazione fra tutti i livelli istituzionali degli Stati, una solida cooperazione internazionale, per aiutarci l’un l’altro ad abbattere la circolazione del virus e a pianificare un’efficace distribuzione dei vaccini l’anno prossimo, 2021”, afferma ancora Conte.

“Il nostro Paese deve farsi trovare pronto e sfruttare al massimo questa opportunità senza precedenti. Per farlo, la strategia di Governo si orienterà su tre assi fondamentali: la fiducia, le riforme e gli investimenti. Per costruire la fiducia, è imprescindibile mitigare gli effetti dell’incertezza, che persisterà anche dopo la fine dell’emergenza pandemica. Per questo motivo, pur preservando la sostenibilità del debito, l’intonazione di bilancio delineata dalla manovra economica per il 2021 resterà fortemente espansiva, come consigliano anche le principali istituzioni internazionali, fra cui l’Ocse e il Fondo monetario internazionale. Una riduzione più rapida del deficit di bilancio, in questa fase, rischierebbe di compromettere la ripresa”, ha affermato il premier. “Inoltre, è fondamentale tornare ad assicurare al nostro Paese una vera mobilità sociale, impedire che nascano nuove e più profonde disuguaglianze, e rifondare su basi nuove il rapporto fra cittadini e Istituzioni, con particolare riferimento al fisco e alla Pubblica Amministrazione”.

“Si tratta senz’altro di un Piano molto ambizioso e articolato, che oltre ad un’attenta pianificazione richiede anche un’attuazione più efficace possibile. Lo sapete, il Governo è al lavoro per definire compiutamente la struttura che sarà responsabile dell’attuazione e del monitoraggio del Piano e che potrà avvalersi anche di un quadro normativo ad hoc per assicurare il pieno assorbimento delle risorse stanziate, e la messa a terra di tutte le progettualità, nei tempi più rapidi. Questa struttura in nessun caso sarà sovraordinata o sovrapposta ai doverosi passaggi istituzionali”, ha concluso il premier.

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