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Cannabis legale e regolarizzazione degli immigrati: la contro-manovra di +Europa

PiùEuropa, il partito guidato da Emma Bonino, presenta la sua contro-manovra, tradotta in un pacchetto di emendamenti al Senato per la Legge di Bilancio, per proporre un’inversione di rotta alla politica economica italiana

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 19 Nov. 2019 alle 14:31 Aggiornato il 19 Nov. 2019 alle 15:58
Immagine di copertina

Cannabis legale, regolarizzazione immigrati: la contro-manovra di +Europa

“Quota 100, uno dei provvedimenti simbolo del Governo Salvini, al cui servizio si sono ormai messi Di Maio e il M5S, è il peggiore e andrebbe cancellato subito. Produce debito e i costi saranno scaricati in modo prepotente sui più giovani.
Non può essere utilizzato dai lavoratori con reddito familiare basso. Non crea nuovi posti di lavoro e sta squassando interi settori della PA: centomila persone andranno in pensione anticipata entro fine 2019, con il rischio paralisi in scuole e asili nido”.

+Europa, il partito guidato da Emma Bonino, presenta la sua contro-manovra – tradotta in un pacchetto di emendamenti al Senato per la Legge di Bilancio – per proporre un’inversione di rotta alla politica economica italiana. 

“Proponiamo di rinunciare a quelle misure assistenzialiste e demagogiche (come il Reddito di Cittadinanza e Quota 100) che continuano a deprimere la produttività e l’incentivo al lavoro, accentuando l’iniquità del sistema di welfare italiano”.

Il programma di +Europa resta focalizzato su una strategia complessiva di riduzione di deficit e debito attraverso una radicale ridefinizione del bilancio pubblico e il blocco della spesa.

“L’idea di fondo della nostra contro-manovra – tradotta in un pacchetto di emendamenti al Senato per la Legge di Bilancio – è proporre un’inversione di rotta alla politica economica italiana. Proponiamo di rinunciare a quelle misure assistenzialiste e demagogiche (come il Reddito di Cittadinanza e Quota 100) che continuano a deprimere la produttività e l’incentivo al lavoro, accentuando l’iniquità del sistema di welfare italiano”.

Come spiega Benedetto della Vedova, “Grazie all’abolizione delle due misure emblematiche del governo giallo-verde, ma anche grazie al contenimento delle spese di funzionamento della PA e a due grandi innovazioni sociali come la legalizzazione della cannabis e la regolarizzazione dei cittadini extracomunitari irregolarmente in Italia, ci sarebbero le risorse per una vera manovra economica rivolta al futuro”.

+Europa parla di un “welfare più orientato ai nuovi bisogni della società e non solo alle pensioni, l’innovazione tecnologica e industriale, la formazione continua, la transizione energetica, la riduzione delle tasse sul reddito delle persone. Si può far tutto e contemporaneamente risparmiare, migliorando gli attuali saldi di bilancio. Con la nostra contro-manovra, si migliora il saldo di 1,5 miliardi nel 2020 e di 3 miliardi nel 2021”.

In particolare, “con l’abolizione del Reddito di Cittadinanza (che vale circa 7,5 miliardi di euro annui), si potrebbe riproporre in Italia uno strumento che aveva mostrato di funzionare bene (il reddito di inclusione), alla cui riattivazione destiniamo una cifra superiore a quella disponibile nel 2018 (3,5 miliardi anziché i 2,1 miliardi)”.

Accanto al reddito d’inclusione, +Europa prevede l’istituzione di un voucher universale per le famiglie (del valore di 2 miliardi annui) e un fondo da 1 miliardo di euro per le borse di studio legate al merito per il sostegno delle spese di alloggio degli studenti fuorisede.

Abolendo invece Quota 100, ripristinando l’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita e fermando la crescita insensata dei consumi intermedi della pubblica Amministrazione, si possono, secondo Della Vedova ed Emma Bonino, ricavare le risorse (circa 5,5 miliardi nel 2020 e 7,5 miliardi nel 2021) per istituire un fondo che hanno chiamato “Fondo Anni Venti per l’innovazione, la formazione continua e la transizione energetica”.

Il Fondo è destinato al finanziamento di provvedimenti normativi per l’innovazione e la digitalizzazione delle imprese, la formazione dei lavoratori, l’alternanza scuola-lavoro, la promozione delle automobili a trazione elettrica attraverso la diffusione dell’infrastruttura di ricarica per i veicoli e l’incentivo al biometano.

Legalizzare la cannabis e ridurre l’Irpef

“Leghiamo le due misure solo contabilmente, ovviamente, ma lo facciamo per dare prova di serietà nelle nostre proposte, che sono sempre coperte finanziariamente. Secondo gli studi più accreditati, la legalizzazione dell’uso della cannabis a fini ricreativi consentirebbe un gettito fiscale stimato tra i 6 e gli 8 miliardi annui”, questa una delle proposte più sentite e promosse dal partito di Emma Bonino.

“Scegliamo la stima più prudente, che insieme ai 3 miliardi di euro già stanziati nell’attuale manovra per le misure di riduzione del cuneo fiscale permetterebbero di avere i fondi sufficienti a ridurre la prima aliquota Irpef a tutti i contribuenti, dal 23 al 20 per cento. Un taglio di tasse generalizzato, senza distinzione tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi, il cui beneficio sarebbe percepito soprattutto dai redditi medio-bassi”, spiegano i promotori degli emendamenti.

Regolarizzare gli immigrati per abbassare il deficit

Nel 2018 vi erano in Italia circa 2,5 milioni di lavoratori stranieri. In base al gettito fiscale e contributivo da questi oggi assicurato, se vi fosse l’emersione di due terzi dei circa 500/600 mila irregolari oggi stabilmente presenti in Italia, vi sarebbe un maggiore gettito fiscale di circa 1 miliardo e un maggiore gettito contributivo di circa tre miliardi.

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La loro regolarizzazione è parte della proposta di legge di iniziativa popolare “Ero straniero”, promossa da Radicali italiani e da numerose realtà dell’associazionismo laico e religioso e sostenuta da +Europa.

La Bolkestein per i balneari

Ad oggi lo Stato incassa poco più di 100 milioni di euro di canoni per le concessioni balneari per un mercato che vale secondo le stime circa 15 miliardi di euro l’anno.

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“Chiediamo di abrogare la proroga per 15 anni delle concessioni varata dal Conte 1 che contrasta con la direttiva europea Bolkestein e che ha comportato l’avvio dell’ennesima procedura di infrazione dell’Ue contro l’Italia, e di assegnare le concessioni balneari con gare competitive e aperte. Sono stimate maggiori entrate tra i 120 milioni (per il 2020) e i 150 milioni di euro (dal 2021”, spiegano da +Europa.

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