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L’aula deserta per Giulio Regeni è una cosa schifosa: ricordatevi i nomi di chi era assente

Di Giulio Cavalli
Pubblicato il 1 Mag. 2019 alle 12:21 Aggiornato il 1 Mag. 2019 alle 14:08
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Diciannove su seicentotrenta. Parlano di sprechi e poi in Aula, mentre si discute della Commissione d’inchiesta per il caso Regeni si presentano in 19 su 630. Hanno passato mesi ha promettere di tutto, hanno perfino costretto i genitori di Giulio a scrivere un’accorata lettera per far sapere che non sono nemmeno arrivati i vestiti, che non se ne sa niente.

Che la vicenda Regeni ormai è diventata un buco nero della Storia d’Italia e qualcuno ha anche il coraggio di godersi il ponte lungo alla faccia di chi quel dolore lo sopporta ogni giorno da anni.

Erano 8 parlamentari del PD, 5 Del Movimento 5 Stelle, 2 di LEU, di Lega e di Forza Italia. Di Fratelli d’Italia non c’era nessuno, la difesa della patria e degli italiani a loro interessa meno di una bella scampagnata fuori porta con mogli, figli e amici e compagnia cantante.

Quell’aula vuota ieri ci racconta la distanza tra la vita reale e un palazzo che ormai è diventato semplicemente un corollario alle sparate via social del governo (e in particolare dei due vicepresidenti del consiglio) e ci dice anche come l’opposizione sia perfettamente allineata nella disdicevole mania di considerare il proprio impegno necessario più davanti a telecamere e feste di partito piuttosto che per fare ciò per cui sono pagati.

E hanno il coraggio di dirci che la Commissione avrà 12 mesi per “chiarire le responsabilità che hanno portato alla morte di Giulio Regeni” e dovrà “verificare fatti, atti e condotte commissive e omissive che abbiano costituito o costituiscano ostacolo, ritardo, o difficoltà”.

Che verrebbe voglia di crederci, almeno per i genitori di Giulio se non per amore della verità ma il fatto che la discussione sia avvenuta in un’aula semideserta è l’ennesimo sfregio per un ragazzo che la politica sventola ma non indaga, pronuncia ma non agisce, come se con Al Sisi e con l’Egitto ci si ritrovi di fronte a un muro di gomma (uno dei tanti della storia d’Italia, che ancora stanno in piedi impuniti).

Che a Al Sisi non gliene freghi niente ormai l’hanno capito anche i sassi (Roberto Fico ha deciso autonomamente di interrompere le relazioni diplomatiche già dallo scorso 29 novembre) ma quell’aula vuota non è una vergogna solo per Giulio Regeni.

È una vergogna per tutto il Paese che in realtà ogni volta dimostra una vicinanza alla famiglia Regeni che evidentemente non ha rappresentanza in Parlamento. Ricordatevi i nomi degli assenti, chiedetegliene conto ogni volta che vi capita, zittitili quando stanno nei talk show a fingersi contriti e soprattutto fategli subire il giusto sdegno. Perché se lo meritano tutto. Davvero.