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L’audizione del direttore di Rai3 Franco Di Mare in Vigilanza: “La Rai è stata crocifissa e condannata. Da Fedez c’è stata manipolazione”

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Nessuno in Rai ha chiesto preventivamente il testo dell’intervento di Fedez: è questo il punto ribadito dal direttore di Rai3 Franco Di Mare, che nel pomeriggio di oggi, 5 maggio 2021, è stato sentito in audizione in commissione di Vigilanza sul caso Concertone. “La Rai non ha chiesto nulla, è falso dire il contrario”, sottolinea il direttore della rete, che parla di una “polemica basata sulla manipolazione dei fatti, che avrebbe dovuto dimostrare nelle intenzioni dell’autore l’esistenza di una censura che non c’è mai stata”.

Questa “manipolazione” avrebbe visto “tutti correre dietro”, senza che “nessuno prendesse il tempo per una verifica attenta”. “La Rai è stata crocifissa e condannata prima ancora che Fedez salisse sul palco”, dichiara il direttore. “Possiamo rimediare? Mi auguro di sì, ma il danno è gigantesco. La Rai e Ilaria Capitani si aspettano delle scuse che non arriveranno mai, io temo”.

Caso Fedez, l’audizione del direttore di Rai3 Franco Di Mare in Vigilanza

“La Rai, nel caso del Primo Maggio, fa un acquisto di ripresa per un evento e non ha alcuna responsabilità diretta su quanto avviene in quel luogo”, ha spiegato Franco Di Mare in audizione. “Le scelte editoriali di chi produce l’evento non competono alla nostra azienda. I temi da veicolare sono di esclusiva pertinenza degli organizzatori che decidono il tono da dare alla serata e lo comunicano alla Rai”.

Di Mare ha detto che la valutazione del contenuto “è demandata direttamente alla produzione, lo prevede il contratto. I testi si consegnano, questo si configura come responsabilità, atto doveroso”. Il testo “avremmo potuto chiederlo”, ha aggiunto il direttore di Rai3, riferendo anche il contenuto della risposta via e-mail del vice direttore Ilaria Capitani agli organizzatori – ai quali “per contratto compete la responsabilità editoriale”, precisa Di Mare – la quale non riteneva opportuno nel contesto attuale quel contenuto.

La telefonata con l’artista “la fa Bonelli (Massimo, a capo della società che organizza l’evento del Concertone, ndr), Ilaria Capitani non segue la prima parte della telefonata, non è nella sala e non può aver registrato la telefonata e si avvicina quando percepisce che l’artista alza i toni della voce. Lo fa quando l’artista afferma, probabilmente – e voglio dirlo ancora bonariamente – facendo confusione su chi sia l’interlocutore, ‘voi del servizio pubblico avete il potere di censurare chi volete’, la Capitani si avvicina e fa capire che l’azienda viene chiamata in causa in modo diffamante”.

Di Mare ha consegnato alla commissione la trascrizione integrale della telefonata ed evidenzia che quanto reso pubblico invece da Fedez era incompleto, ovvero l’artista “ha tagliato” alcuni passaggi, “specie quelli in cui la Capitani dice che la Rai non opera alcuna censura e lascia invece solo la parte in cui dice ‘io non lo ritengo opportuno in questo contesto’. L’intervista viene montata spostando domande e risposte, inserendo domande dove non ci sono e così l’intervista assume un tono completamente diverso rispetto a quello finora pubblico. Quello pubblicato da Fedez non è neanche un riassunto, è una manipolazione”.

Il direttore di Rai3 ha quindi citato la definizione di ‘manipolazione’ che fanno il Devoto Oli e la Treccani, e cioè macchinazione, imbroglio, più comunemente rielaborazione  tendenziosa della realtà.    “Siamo finiti sui siti internazionali, perfino a Singapore, è un imbroglio, una manipolazione”, ha commentato Di Mare, aggiungendo che “in alcuni Paesi la manipolazione è un reato penale..”.

La narrazione di quella giornata “è stata falsata”, ha detto ancora Franco Di Mare. E “tutti corrono in soccorso del cantante che urla a una censura inesistente, che nessuno aveva mai fatto. E purtroppo nessuno si prende il tempo per una verifica attenta. Ma tutti vittime di una menzogna, nella migliore delle ipotesi vittime di una verità aggiustata e che diventa verità per tutti per 48 ore. Noi, Rai, veniamo crocifissi e condannati prima ancora che Fedez salga sul palco…Ma si può rimediare a questo, dopo che siamo finiti sui siti di mezzo mondo? Mi auguro di sì ma non mi illudo perché il danno è gigantesco, la bugia corre più veloce della verità. Chi pagherà per questo? Ilaria Capitani e gli altri si aspettano delle scuse che sono certo non arriveranno mai. Come si fa a cadere nella rete della manipolazione?”. L’auspicio del direttore di Rai3 è che “da questa storia di falsità venga fuori un insegnamento, qualcosa di positivo”.

La questione dell’esternalizzazione

“Quanto verificatosi ha reso evidenti le problematiche che possono insorgere con una eccessiva esternalizzazione da parte della Rai, che, nel rispetto degli obblighi del contratto servizio, non può sottrarsi a una supervisione editoriale che deve essere particolarmente accurata in caso di eventi di notevole rilevanza mediatica”, ha dichiarato in apertura dell’audizione il presidente della Commissione di Vigilanza, Alberto Barachini. “Su questo valuterò e sottoporrò alla Commissione un atto di indirizzo specifico dopo le valutazioni su questi aspetti”.

Ho rilevato una gestione complessa e confusa dell’evento“, ha aggiunto. “C’è stato un produttore esterno alla Rai che ha parlato di “uniformarsi al sistema” e si è dovuto scusare l’ad Rai per questo. Tutto ciò mi rafforza nell’idea che le esternalizzazioni di eventi in diretta siano un rischio che il servizio pubblico non può correre”.

Leggi anche: 1. “Iniezioni per far diventare i bambini gay”: la candidata della Lega citata da Fedez accusò proprio me (di Elisa Serafini); // 2. Su Fedez vi state ponendo le domande sbagliate (di Giulio Cavalli); // 3. La rabbia di Fedez fa tenerezza: rappresenta tutti noi gay che subiamo violenza da anni (di Matteo Giorgi); // 4. Il monologo di Fedez contro Draghi, Lega e Rai è una rivoluzione underground (di Maurizio Tarantino); // 5. “Fedez sarebbe il primo denunciato con la legge Zan”: il Condacons contro l’artista; //6. Lillo: “Ero insieme ai dirigenti Rai al telefono con Fedez. Nessuno ha mai parlato di censura”

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