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L’accordo segreto tra Malta e Libia per riportare i migranti nei lager libici

Può stupire che un Paese europeo permetta addirittura l’ingresso ai libici nelle proprie acque territoriali ma la linea politica che tutte le nazioni stanno sostenendo è chiaramente questa: usare la Libia come tappo, fregarsene delle violazioni dei diritti umani. Il commento di Giulio Cavalli

Di Giulio Cavalli
Pubblicato il 11 Nov. 2019 alle 17:39
Immagine di copertina
Credit: UN Migration Agency (IOM)

Mentre l’Italia è stata scoperchiata dall’inchiesta di Nello Scavo, che ha raccontato come criminali libici fossero addirittura “invitati” in occasioni istituzionali per discutere di migrazione (un po’ come eleggere un mafioso in commissione antimafia, ma negli anni abbiamo visto anche questo) il quotidiano maltese Times of Malta ci racconta di come anche Malta abbia trattato segretamente con la Guardia costiera libica (che finge di essere un’istituzione e invece ricicla di giorno quelli che sono scafisti di notte) per permettere ai libici di entrare addirittura nella zona di salvataggio libica per recuperare migranti e riportarli nei centri di detenzione.

Che poi i cosiddetti “centri di detenzione” non siano altro che lager dove quotidianamente si consumano violenze e soprusi ormai lo sanno tutti, perfino i sassi, nonostante Lamorgese finga di non capire e di non sapere, come il resto dell’Europa. Eppure la furbizia del governo maltese (che, badate bene, non ha smentito ma ha semplicemente dichiarato che sono “accordi bilaterali alla luce del sole”) racconta ciò che in molti sanno e che sembra difficile rendere oggetto di dibattito politico: Italia e Malta (e di sfondo l’Europa) insistono nel ritenere affidabile quella stessa Libia che tutti gli osservatori internazionali invece considerano terra di torture senza nessun rispetto dei diritti umani.

Può stupire che un Paese europeo permetta addirittura l’ingresso ai libici nelle proprie acque territoriali ma la linea politica che tutte le nazioni stanno sostenendo è chiaramente questa: usare la Libia come tappo, fregarsene delle violazioni che avvengono in quei territori e illudersi di bloccare il fenomeno migratorio con motovedette in mare e muri su terra.

Sembra quasi inutile scandalizzarsi ogni nuovo scoop, se non ci rendiamo conto che l’errore primordiale è proprio quello di ritenere la Libia uno Stato (mentre si consuma ogni giorno una guerra tra bande) addirittura affidabile tanto da essere partner dell’Europa e se non ci rendiamo conto che an che il cosiddetto centrosinistra che tanto ha osteggiato Salvini non ha nessuna intenzione di modificare l’approccio.

Un portavoce del primo ministro maltese ha detto: “L’Ue si spende attivamente a favore del rispetto delle istruzioni delle competenti autorità europee che sono contro l’ostruzione delle operazioni condotte dalla Guardia costiera libica, che è finanziata ed addestrata dall’Unione europea stessa per sostenere la gestione dei migranti e combattere il traffico di esseri umani”. Chiaro, no? L’Unione europea combatte il traffico di essere umani tenendo per mano i trafficanti di essere umani. Perfetto, direi.

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