Con quella frase sulla mancata zona rossa Gallera ha confessato di essere inadeguato. Povera Lombardia

Di Giulio Cavalli
Pubblicato il 29 Mag. 2020 alle 19:01
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L'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera. Credit: Ansa

Mancata zona rossa, così Gallera confessa di essere inadeguato

Quindi Gallera è inadeguato, non è all’altezza di essere assessore in Lombardia. Lo dice lui stesso ai magistrati. Ha “sbagliato” quando con supponenza davanti alle telecamere si difendeva sulla mancata istituzione della zona rossa ad Alzano Lombardo e Nembro, sulla bergamasca, scaricando le colpe sul governo e spergiurando che la Regione non potesse agire di sua iniziativa. Ha sbagliato per ignoranza e non ha preso una decisione che avrebbe dovuto prendere perché ignorava che fosse di sua competenza. Ignorante, sbagliato, eppure sempre avvolto in quella sua sicumera che per settimane ha sfoggiato con cadenza quotidiana in quelle conferenze stampa che assomigliavano a comizi regolari e ripetuti.

Non è un caso che proprio in quei giorni, quando ancora la figura dell’assessore di Regione Lombardia non era deperita nell’autorevolezza e nella credibilità come in questo periodo, si parlasse di Gallera come possibile candidato sindaco a Milano. E lui, ovviamente, innamorato com’è di se stesso, si era anche reso disponibile. Tutto sulla pelle dei morti come direbbe Salvini, solo che Salvini lo urla solo quando interessa a lui.

Di certo c’è che la magistratura sta indagando per vederci chiaro e Gallera di fronte al magistrato ha perso tutta l’irruenza del personaggio che interpreta e ha confessato che già il 23 febbraio tra Alzano e Nembro gli indici di contagio fossero elevatissimi. Ha anche confessato che solo dopo la Regione ha scoperto di avere gli strumenti per poter intervenire. Intanto i morti si succedevano.

“È un atto dovuto”, ha detto all’uscita del tribunale. “La magistratura sta approfondendo e noi siamo informati sui fatti. Non sono preoccupato”. In Lombardia non sono mai preoccupati, mai. Non era preoccupato nemmeno Formigoni, ieri ospite in prima serata televisiva, direttamente dai suoi arresti domiciliari. Tutti tranquilli, sempre, senza mai nemmeno avere la sensazione di dovere spiegazioni.

Mettiamola così: l’assessore (a braccetto con il suo amichetto presidente Attilio Fontana) chiedeva a gran voce al governo un provvedimento che gli sarebbe costato una semplice firma sulla sua carta intestata. Questo è un dato appurato, messo. A verbale. Davvero la Lombardia si merita un assessore così? E, soprattutto: davvero Gallera rifarebbe tutto esattamente allo stesso modo? Ieri Gallera ha confessato di essere inadeguato. Poveri noi, povera Lombardia.

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