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Tra Grillo e Conte è gelo totale: il fondatore del M5S si tiene alla larga da Roma e dall’ex premier

Immagine di copertina
Credit: Ansa

Tra i due il feeling non è mai nato e forse la scintilla non scoppierà mai. Eh sì, caro “Giuseppi” scordati di incontrare, almeno per il momento, il “fondatore” Beppe Grillo: “Col cavolo che mi faccio vedere con lui e i suoi pulcini” ha detto il mitico Beppone Grillo a chi gli chiedeva se avesse voglia di venire a Roma per incontrare la “nouvelle vague” del Movimento 5 Stelle. Insomma, le nuove leve contiane.

“Che poi, detto tra noi, stanno già a litigarsi le comparsate televisive tra vice presidenti” spiega una fonte molto addentro al Movimento. Insomma nel Movimento 5 Stelle non c’è accordo su niente così come rimane il “grande freddo” tra il neo presidente Giuseppe Conte e l’eterno fondatore Beppe Grillo.

Due i motivi di dissenso: le polemiche feroci dei mesi scorsi con il durissimo scambio di accuse reciproche e poi la volontà di Conte di rimuovere Crippa da capogruppo alla Camera, idea subito stoppata proprio dal garante. Tutto ciò non lascia presagire nulla di buono per il futuro del Movimento 5 Stelle anche perché finora l'”effetto Conte” nel movimento è “non pervenuto”. Sia in termini di immagine che elettorali.

Altro motivo di contrasto è stata l’apertura odierna di Conte a Silvio Berlusconi. Il presidente dei grillini, udite-udite, è pronto a sedersi al tavolo con il leader di Fi, Silvio Berlusconi per affrontare il capitolo delle riforme costituzionali “che sono il vero nodo della nostra vita istituzionale”. Roba che Beppe Grillo quando ha letto stamattina l’intervista è rimasto di sasso. Pure all’interno del Movimento non sanno più che pensare di questa ennesima “sparata” contiana.

E chissà, ci si chiede ancora nel Movimento, cosa avrà pensato Travaglio di questa “apertura” al Cavalier Berlusconi. Morale della favola? Beppe Grillo non ha nessuna intenzione di muovere un muscolo e venire a Roma per legittimare il nuovo corso di “Giuseppi”. Non ha nessuna intenzione di scendere in campo.

Vuole far capire a tutti che padre padrone del Movimento è ancora e sempre lui. Meglio starsene a Genova ed aspettare sulla riva del fiume. Male che vada c’è sempre un Di Maio pronto all’uso. O qualche ex sindaca da valorizzare.

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