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Altro che la D’Eusanio, al Grande Fratello Vip cercano apposta lo scandalo e poi fingono di indignarsi

Di Selvaggia Lucarelli
Pubblicato il 7 Feb. 2021 alle 14:19 Aggiornato il 7 Feb. 2021 alle 15:17
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Immagine di copertina
Alda D'Eusanio in un frame del Grande Fratello Vip

Alla fine, senza tante valutazioni, consultazioni tra autori o votazioni del pubblico i cui esiti vengono dati in diretta, Alda D’Eusanio è stata espulsa dal Grande Fratello Vip con effetto immediato.

Ha insinuato che Laura Pausini sia vittima di violenza domestica. Inutile dire che la Pausini ha annunciato azioni legali, e direi anche legittimamente. Ora, ci si potrebbe soffermare sul personaggio D’Eusanio o sull’inopportunità di raccontare pettegolezzi di questa gravità davanti a una telecamera, ma non è questo il punto.

Il punto è che il problema non è il singolo episodio, il problema è endemico. La raffica di espulsioni, di episodi desolanti, di fatti squallidi a cui si è assistito quest’anno al Grande Fratello Vip – e non solo al Grande Fratello Vip – non sono incidenti di percorso, ma il risultato di scelte lucide e strategiche che hanno un fine preciso: quello che accadano episodi che poi finiranno in cronaca.

E dunque, la scelta del cast è sempre più orientata verso personaggi non interessanti e basta, ma ignoranti, borderline, con precedenti inquietanti e con meno filtri possibili. Ovvio che più si alza questa asticella nelle scelte del cast, e più capita che accadano fatti che sfuggono perfino al controllo degli autori, che vanno oltre lo show spinto e cafone che si cercava. E si finisce come troppo spesso è capitato quest’anno: a discutere di fatti gravi.

A divulgare messaggi storti, diseducativi, indecenti. E no, non sono cose che capitano. Se uno come Bettarini, che al Grande Fratello elencò le sue amanti famose con tanto di particolari sulle performance amorose delle tizie, viene richiamato in quel reality, vuol dire che si vuole scientificamente chi alzerà l’asticella. Che si cerca quel tipo di dinamica, che non è “chiamiamo uno che fa accedere qualcosa”, ma “chiamiamo uno che fa succedere quel tipo di cose”.

Bettarini non è Taricone, non è il provocatore intelligente. È quello che abbiamo visto ormai in tutti i reality tra bestemmie e ineleganze varie, e per quello viene riconfermato. Non è che Balotelli, invitato pure dal conduttore a partecipare al Gf dopo che ha fatto un battuta sessista a una concorrente (solo in virtù di ospite), o Filippo Nardi, espulso dopo un’altra battuta sessista, siano personaggi da cui ci si aspettava qualcosa di diverso.

Ci si aspettava quello che hanno dato. Anzi, erano lì proprio per quello. E un Oppini che dice “Lei non può venire a Verona perché la violentano” riferito a Dayane Mello e “quelle così ad alcuni uomini fanno venire voglia di alzare le mani” su Flavia Vento”, che resta lì e non viene espulso, è la dimostrazione della tesi appena esposta: uno così è utile al programma, chi lo molla.

Non farò la lista di tutte le altre scempiaggini viste in quel programma quest’anno (e pure parecchio negli anni passati) perché il punto è un altro.

La D’Eusanio è stata espulsa immediatamente e senza teatrini visti in altri casi (“Vi diremo in diretta se sarà espulso” o “Deciderà il pubblico se deve rimanere nella casa!”) perché ha toccato Laura Pausini. Una che conta qualcosa. Una che ha i migliori legali e la sua forza mediatica.

Non si poteva fare finta di niente come con un Oppini che “quelle così ad alcuni uomini fanno venire voglia di alzare le mani”. O con altri che hanno dato vita a spettacoli altrettanto pietosi, promuovendo messaggi ignobili. E in tutto ciò, questo è il programma di punta di Mediaset e che Mediaset manda in onda dal 14 settembre, ininterrottamente.

Dunque, attualmente, il programma più premiato della storia dei reality. Con un conduttore che ha mostrato più volte inadeguatezza e incapacità di gestire situazioni di una certa gravità, con concorrenti borderline, pericolosi per se stessi, per il programma e anche per la stessa azienda, che sta pagando in reputazione e non sta guadagnando neppure così clamorosamente in ascolti.

E quando dico che questi personaggi sono pericolosi, lo dico a ragion veduta. Uno di loro è sotto processo, da me querelato, per quello che ha combinato proprio nel Grande Fratello presentato da Barbara D’Urso. Un personaggio da cui non ci si poteva che aspettare esattamente quello che ha fatto.

Bisognerebbe fare la lista delle persone perbene, lontane da queste dinamiche, coinvolte in questi anni da personaggi imbarazzanti lasciati liberi di parlare a ruota libera davanti alle telecamere nei reality. O delle frasi sessiste o razziste ascoltate. Una galleria di mostri così variegata che poi chiunque sia “normale”, lì dentro, è destinato a diventare una specie di divinità.

Se non bestemmi, non insulti, non dai del negro a un concorrente, se non sei misogino e omofobo, sei “una persona meravigliosa”. Ma tu pensa. Un mondo in cui la normalità è l’eccezione, l’incredibile, il commovente.

Ci sarebbe poi da chiedersi a cosa serva ormai il Grande Fratello, ridotto così. Un programma brutto, vetusto, volgare che non ha più nulla a che fare con l’esperimento sociale degli esordi. O meglio, se l’esperimento sociale degli inizi era: mettiamo 10 ragazzi normali in una casa e vediamo che succede, adesso è diventato “mettiamo 10 schegge impazzite nella casa, più magari una Daniele Bossari o una Stefania Orlando per la quota normalità, e vediamo chi sopravvive”.

Alla fine, non sopravvive nessuno. Neppure la decenza. E no, i comunicati di scuse o il futuro sguardo da cane bastonato del conduttore non servono a nulla, e per una ragione semplice: quei concorrenti entrano nei reality esattamente per la ragione per cui vengono espulsi. È da qui che bisogna partire. Il resto è fuffa.

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