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Alfonso Signorini non sa fare il conduttore

Signorini dimentica che spesso nella vita, così come in tv, «Non ci vuole un pennello grande, ma un grande pennello» (cit.). E anche se ha ottenuto da Mediaset un cast teoricamente “blindato”, cioè tale da garantire al suo debutto alla conduzione un successo «stellare», nei fatti le cose stanno andando molto diversamente

Di Franco Bagnasco
Pubblicato il 15 Feb. 2020 alle 14:07 Aggiornato il 15 Feb. 2020 alle 17:37
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Immagine di copertina

Alfonso Signorini non sa fare il conduttore

Li chiama «Vipponiii», Alfonso Signorini; con tante i, e l’eco delle valli del Tirolo. Ma non fatevi incantare: il «Vipponiii» non è tanto un’ode alla magnificenza dei personaggi finiti nel tritacarne del «GF VIP 4», ogni lunedì e venerdì in prima serata su Canale 5. Anche perché molti, come vedremo, vipponi non sono. L’invocazione è soprattutto uno straordinario balsamo per l’ego del conduttore, il quale elogia se stesso: ci sta comunicando surrettiziamente, infatti, come mai prima d’ora il Grande Fratello delle piccole star nostrane, grazie alla potenza mediatica di zio Alfie by Chi (o viceversa), abbia messo assieme tanto prezioso materiale umano.

È vero? Sì e no. Signorini dimentica che spesso nella vita, così come in tv, «Non ci vuole un pennello grande, ma un grande pennello» (cit.). E anche se ha ottenuto da Mediaset un cast teoricamente “blindato”, cioè tale da garantire al suo debutto alla conduzione un successo «stellare», per dirla con la Marini, nei fatti le cose stanno andando molto diversamente. Quand’erano in sovrapposizione con “Il cantante mascherato” di Rai1 (mica il Superbowl), i morti di fama in quarantena nella Casa di Cinecittà hanno preso regolarmente sonore bastonate sul fronte Auditel. E ora che Orietta Berti, bontà sua, ha smesso di vestirsi da Unicorno, i «Vipponiii» hanno ripreso lievemente fiato e sembrano assestarsi sul 19% circa di share. Non un flop, ma neppure il baccanale che probabilmente Alfie e la rete attendevano. Anzi: venerdì 7 la fiction di Rai1 “L’amica geniale 2” ha portato a casa più del doppio degli spettatori con oltre 10 punti di share di distacco. E ieri altro dolore (18,7%) è stato inferto a Canale 5 dallo show di Panariello, Conti e Pieraccioni (25,6%). Insomma il GF Vip 4 soffre. Nonostante alcuni trucchetti da fiera di paese, che fra poco vedremo.

Lo spettacolo, televisivamente, si regge sugli psicodrammi esistenzial-sentimentali di Antonella Elia, la Carola Rackete dei reality in panne. La “Ci sono e ci faccio” dei palinsesti. Ovunque vada, basta metterla a piangere un po’, struggersi quanto basta, impastare il rimmel, imbambolarsi all’occorrenza, baciare per 5 minuti il fidanzato in odore di corna irreal-surreali, e la curva sale. Se poi il tipo va anche dalla D’Urso e si sottopone alla macchina della verità (!?), siamo in piena pelle d’oca da sinergie aziendali.

Il colmo è stato toccato ieri sera: all’inizio del programma (21.40 circa), con un teaser e altra grande enfasi, viene annunciato lo scoop degli scoop: il marito di Adriana Volpe, orfana di Magalli e dunque ospite della comune, è stato pizzicato in flagrante tradimento dal settimanale Spy. Diretto da Massimo Borgnis, che è anche vicedirettore di Chi, giornale madre a sua volta diretto da Signorini, occhio alle scatole cinesi. Si mostra l’impaginato di Spy con la prova delle corna “inequivocabili” (l’uomo in auto con un’altra donna), e si lascia macerare l’ignaro spettatore ormai acchiappato in attesa di grandi sviluppi. Il disvelamento arriva (udite udite) alle 23.30 precise. Massù, raga, «era uno scherzo» ad Adriana, proclama garrulo Alfonso Signorini. Che nel frattempo ha illuso per un’ora e 50 minuti tre milioni di utenti tv (senza manco vincere la serata, fra l’altro) facendo promozione al succedaneo del suo giornale. Ma è davvero una promozione mettere a repentaglio la credibilità di una testata associandola a un finto scoop? Che cosa ne penserà l’Ordine dei giornalisti? E, soprattutto, che cosa ne pensa il pubblico?

Due parole sui «Vipponiii». C’è il cantante Pago, che stava con Miriana Trevisan quando ancora si coniavano i sesterzi; eppure il gradevole spettro della signora viene tuttora evocato, nonostante il nostro stia ormai da tempo fra le tele-mura di Cinecittà con tale Serena Enardu (già «Uomini e donne», già «Temptation Island»); c’è Michele Cucuzza, che pare un attonito impiegato dell’Agenzia delle Entrate inspiegabilmente finito lì dentro; ma anche la povera Barbara Alberti, la quale ha già lasciato, ufficialmente per motivi di salute. E poi la burrosa Clizia Incorvaia, famosa per le nozze con Francesco Sarcina e ora limonante Paolo Ciavarro, figlio di Massimo ed Eleonora Giorgi; c’è Paola Di Benedetto, famosa per essere la fidanzata del Fede di Benji e Fede (a proposito: e Emilio? È un’ingiustizia tenerlo in un’altra casa); c’è Aristide «Mummy» Malnati, famoso per essere da sempre amico di Alfonso Signorini; c’è quello schiacciasassi di Rita Rusic, ormai famosa di suo senza Cecchi Gori. E poi Fernanda Lessa (è il cognome, non lo status, anche se non interagisce granché) e il redivivo Fabio Testi, che a 78 anni sta meglio di me quando ne avevo 25, e invece di fare il figo con le sciure a Tenerife, si chiude lì dentro a cazzeggiare. Ma le bollette, si sa, van pure pagate. Infine, un Antonio Zequila, già detto «Er mutanda», che con Patrick Pugliese (nella pattuglia dei gieffini storici) rientra nel filone «momento simpatia». Spontaneità a mille, chevvelodicoaffàre. Pelle d’oca.

Le altre spezie prova a metterle il buon Alfie, più che gli opinionisti: Pupo, la persona più simpatica del mondo, stavolta pare su quella seggiola più che altro per onorare un contratto. E ieri non c’era, causa concerto all’estero. Giusto per chiarire le priorità. Senza contare la glam Wanda Nara, che è «non pervenuta», come la temperatura di Potenza nei meteo televisivi. Del resto il silenzio è d’oro. A volte letteralmente.

Il programma è una rassegna troppo lunga e molto triste di blocchi para-furbetti che spesso girano a vuoto e che gli autori (i meno convinti del Reame, secondo me) ammanniscono al povero spettatore. Per non parlare della conduzione di Alfonso Signorini, il quale già nella scorsa edizione, ancora opinionista, aveva scelto di alzarsi in piedi, varando una sorta di co-conduzione con la titolare Ilary Blasi. Era un avvertimento. Quest’anno, nel Trono di spade di Cologno Monzese, ha pensato bene di papparsi tutto il programma in un sol boccone. Però va detto che alla signora Totti (a proposito: tanta solidarietà) hanno dato in cambio “Eurogames”, il superflop di Canale 5 di inizio stagione. E pensare che la ruspante Ilary avrebbe saputo gestire molto meglio alcune situazioni presentatesi in diretta.

Alfie invece, al tanto desiderato debutto, forse per l’emozione di essere lì, blindato con i suoi «Vipponiii», annaspava, si perdeva in mille rivoli. Sembrava il “Vago di Oz”. Ora che la macchina è già in moto da un po’, è più sul pezzo: asciutto, assertivo, direttoriale. Persino troppo. Ma a volte tradisce nervosismo e comunque non convince. Sbaglierò, ma ho la sensazione che, visto il mancato boom del programma, si sia già stancato di tutto e voglia portare via il pallone. Beh, vabbé.

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