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Adesso basta con queste trattative umilianti: è meglio andare a votare (di L. Zacchetti)

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 2 Feb. 2021 alle 19:30
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Immagine di copertina
Credit: Ansa

Adesso basta. Più si guarda a questa crisi, più ne emerge il suo carattere immotivato, inopportuno, persino offensivo nei confronti di chi guarda al prossimo futuro con comprensibile timore. Siamo un Paese messo in ginocchio dalla pandemia di Covid-19, ma, proprio per questo motivo, siamo anche i destinatari di un’iniezione di fondi europei che non ha precedenti nella storia. Benché il Governo giallorosso non fosse esente da critiche, staccargli la spina proprio adesso è stato un atto imperdonabile. Farlo nonostante la concreta prospettiva di andare a elezioni e consegnare il Paese alla destra degli amici del Gruppo di Visegràd può avere solo due spiegazioni: o si è politicamente inetti, al punto di non cogliere la gravità della situazione, o, peggio, si è scommesso proprio su questo spauracchio.

Le elezioni sono una minaccia soprattutto per chi sa che non rientrerà mai in un Parlamento ridotto nei numeri a seguito dal referendum. E chi non si limita a pensare a se stesso teme non solo una marcia indietro sui fondi del Next Generation EU, ma anche seri problemi sull’elezione del prossimo Presidente della Repubblica. La combinazione di questi tre fattori ha evidentemente dato forza a chi ha deciso di giocare d’azzardo con il prossimo futuro del Paese, spingendo a una mossa “all in” che denota l’incapacità di accontentarsi del fatto di avere un peso specifico nel Governo totalmente sproporzionato rispetto alla propria forza elettorale.

Da un punto di vista meramente tattico, fare la voce grossa pur avendo in mano poco o nulla è prerogativa dei grandi giocatori di poker, ma, appunto, il momento che stiamo vivendo richiede più senso della responsabilità che propensione all’azzardo. Specialmente se, oltre al tuo futuro, ti giochi quello di tutti. Però anche la responsabilità ha un limite. Il tempo concesso al Presidente Fico per le consultazioni è terminato ed è ora di tirare una riga. Se si è trovata una quadra nelle forze di maggioranza, si volti rapidamente pagina.

Ma attenzione a non fidarsi della parola di chi ha già dimostrato di saper fare “+1” su qualsiasi cosa, perché potrebbe succedere di nuovo. Invidio la pazienza con la quale lo stesso Fico, ma anche Zingaretti, Franceschini, Orlando e tutte le persone coinvolte si stanno dedicando a questa difficile ritessitura. Però la misura è colma e non si può accettare di essere presi in ostaggio in un continuo gioco al rialzo che offende i cittadini in attesa di risposte su ristori, rilancio economico e provvedimenti per la salute pubblica.

Se continua questo stillicidio, si accompagni alla porta chi non dimostra di tenere al bene comune e ci si affidi a un governo tecnico che, per le contingenze sopra elencate, non è detto che non possa trovare un sostegno trasversale in Parlamento. E se così non fosse si vada al voto, consci del pericolo che ciò comporta, ma anche dell’ineluttabilità di quest’ultima opzione. Gli italiani hanno il diritto di potersi esprimere in merito e io credo che alla maggior parte sia molto chiaro chi ha lavorato per la collettività e chi solo per se stesso. Non fasciamoci la testa prima di essercela rotta, perché l’esito delle urne potrebbe anche essere diverso da quello che prevedono i sondaggi.

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