La polizia francese ha usato lo spray urticante per fare scendere tre migranti dal treno Ventimiglia-Nizza

Di Giovanni Macchi
Pubblicato il 15 Feb. 2019 alle 07:02 Aggiornato il 6 Mar. 2019 alle 12:09
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Sono saliti sul treno che da Ventimiglia porta a Nizza quando il convoglio era fermo nella stazione di Mentone-Garavan, poco dopo il confine tra Liguria e Francia. I gendarmi francesi hanno cercato di fare scendere alcuni migranti che si erano nascosto in un vagone e per farlo hanno usato lo spray urticante, che ha raggiunto anche i viaggiatori della carrozza provocando bruciori, tosse e alcuni momenti di confusione.

Secondo alcuni testimoni, il treno sarebbe rimasto fermo alcuni minuti, una pausa durante la quale gli agenti hanno controllato i documenti dei passeggeri per poi dirigersi verso il bagno di un vagone dove i migranti si erano nascosti nel tentativo di raggiungere la Francia. Hanno scardinato con forza la porta della toilette e spruzzato lo spray. Come riportato da Riviera24 in un video diffuso anche sui socialnetwork, molti pendolari hanno lamentato bruciore, iniziato a tossire e a starnutire.

“Tutti abbiamo incominciato a starnutire. Ci bruciava la gola”, ha raccontato un testimone. “Non vi dico come urlavano”, ha aggiunto un altro passeggero, raccontando che alcune persone di colore sarebbero state fatte scendere dal treno. “Prima della stazione di Garavan il treno si è fermato per una decina di minuti. In stazione sono saliti i poliziotti, che come al solito hanno chiesto i documenti a tutti. Pochi minuti dopo abbiamo iniziato a starnutire e a tossire”, ha affermato un altro pendolare.

I migranti sono stati fatti scendere e portati in caserma.

I comportamenti violenti della polizia francese a Ventimiglia, e la conseguente violazione dei diritti dei migranti nella zona della frontiera, sono stati più volte denunciati dalle associazioni e dalle ong che lavorano al confine con la Francia.

Secondo il rapporto Se questa è Europa– diffuso da Oxfam, Diaconia Valdese e Asgi-Studi Giuridici per l’Immigrazione – i migranti bloccati in città si trovano in una condizione di estrema vulnerabilità. Tra questi, 1 su 4 è un minore che cerca di ricongiungersi con familiari o conoscenti in Francia, Inghilterra, Svezia o Germania.

La polizia francese, oltre a effettuare respingimenti in Italia anche quando viene inoltrata la richiesta di protezione internazionale, viola norme francesi e europee sul diritto umanitari. Tra le violazioni sono stati denunciati il fermo dei minori, e loro registrazione come maggiorenni; la falsificazione delle dichiarazioni sulla loro volontà di tornare indietro e la loro detenzione senza acqua, cibo o coperte, senza la possibilità di poter parlare con un tutore legale.

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