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Padova, il sindaco paragona i profughi ai deportati ebrei: è polemica

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 25 Gen. 2019 alle 19:27
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Il sindaco di Padova, Sergio Giordani, paragona gli ultimi violenti rifiuti nei confronti dei migranti alla deportazione degli ebrei. Le sue dichiarazioni hanno fatto innervosire la Lega e anche il movimento Alleanza per Israele.

In occasione della posa di sei pietre d’inciampo nella sua città per ricordare gli ebrei deportati, il primo cittadino aveva detto che “deportati e annegati in mare non hanno più una identità”.

L’attacco di Alleanza per Israele è stato immediato: “Il sindaco dovrebbe sapere – afferma il presidente dell’Alleanza Bertoldi, anche in una nota ufficiale- che i trasferimenti degli ebrei verso i campi di lavoro, concentramento e sterminio non erano dei fenomeni di migrazione economica, ma che rientravano prima in un più vasto programma persecutorio prima e di sterminio e genocidio di massa degli ebrei stessi poi. Nulla a che vedere – ha precisato – con quanto sta accadendo oggi in Europa, nonostante nessuno neghi la sofferenza delle molte persone provenienti da situazioni drammatiche e che rischiano la vita per trovare migliori condizioni di vita”.

Il sindaco Giordani, dal canto suo, il 25 gennaio ha ribadito di sentirsi responsabile per quel che sta accadendo nel Mediterraneo. “Non vorrei che i miei nipoti un giorno mi dicessero dov’eri tu mentre questa povera gente moriva in mare”.

Sul tema immigrazione ogni singolo cittadino è responsabile.

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