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Nelle scuole di Roma mancano i soldi per banchi e sedie: l’allarme dei presidi

Di Giulio Cavalli
Pubblicato il 15 Lug. 2019 alle 15:52 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:05
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Immagine di copertina
Credit: Afp

Scuole di Roma senza soldi per banchi e sedie

A settembre, se non sarete ancora tramortiti dalla retorica e dalla propaganda, preparatevi a portare a scuola per i vostri figli anche il banco e la sedia, con la merenda, perché i dirigenti non hanno più soldi. Sono 700 istituti superiori di Roma, per i quali gli arredi sono di competenze della Città Metropolitana, a lamentare la mancanza di fondi per l’acquisto degli arredamenti: 300 licei tra classici, scientifici, linguistici, delle scienze umane e artistici, 120 istituti tecnici e 50 istituti professionali.

L’ufficio provinciale della programmazione della rete scolastica e dell’edilizia ha comunicato ai dirigenti scolastici i fondi a bilancio per il 2019: zero, zero assoluto nonostante l’incremento degli iscritti. E così i dirigenti scolastici si ritrovano a dovere allestire classi in cui le sedie saranno rovistate nei vecchi magazzini (sempre che ne abbiano qualcuno) oppure ad affidarsi come al solito agli sponsor privati chiamati a occuparsi di ciò che dovrebbe essere garantito dalla legge e dalla Costituzione.

“Un mese fa lo stesso Dipartimento aveva chiesto ai dirigenti scolastici di far pervenire alla Città Metropolitana elenchi di richieste di arredi: da sostituire e nuovi”, scrive l’Associazione nazionale dei presidi di Roma. “I dirigenti, sempre solerti ai propri impegni, hanno provveduto a ricognizione ed invio, coinvolgendo nel lavoro di elencazione delle richieste, collaboratori scolastici ed assistenti amministrativi. Ora il Dipartimento fa sapere che non ci sono i fondi stanziati: si parla di Bilancio 2019, per cui, lo sapevano bene anche un mese fa. Cui prodest questo inutile lavoro?”.

Ed è una bella domanda, in effetti: davvero il Dipartimento sa solo ora di non avere il denaro che serve per arredare le sue scuole? Davvero la politica (quella stessa che si affanna per dirci tutti i giorni che nessuno dei servizi essenziali verrà toccato dai provvedimenti di bilancio) non ha nulla da dire su una situazione che sembra essere la perfetta metafora della cura per la cultura in Italia?

Da genitori si è abituati ormai nel corso degli anni a portare di tutto: dalla carta igienica, alle risme di carta e molto altro. Ormai il rifornimento delle scuole e di ciò che serve per svolgere un’attività didattica appena sopra al livello di dignità è a carico delle famiglie. E il prossimo settembre, a Roma, preparatevi a vedere mamme e papà che scaricano dal baule della propria auto il banco e la sedia per il proprio figlio oppure ai nuovi arredamenti griffati da qualche noto marchio industriale che riuscirà a essere sponsor dell’istruzione. Sponsor dell’istruzione. E chissà che ne direbbero i padri Costituenti.

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