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Salvini alza la voce dopo il voto in Basilicata: il leader della Lega “minaccia” il ministro Tria

Di Daniele Nalbone
Pubblicato il 25 Mar. 2019 alle 12:24
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Matteo Salvini passa all’incasso. E detta le condizioni. L’esito elettorale in Basilicata ha dato ulteriore linfa al leader della Lega che, nella mattinata post elettorale lucana, ha messo nel mirino il ministro dell’Economia, Giovanni Tria.

Il motivo: i decreti attuativi per indennizzare i risparmiatori “truffati” dalle banche negli anni scorsi. “Con tutto il garbo e l’educazione possibile”, ha avvertito il ministro dell’Interno a margine di un evento al policlinico di Milano, “mi aspetto entro questa settimana i decreti del Ministero dell’Economia e delle Finanza”, altrimenti, “li andiamo a scrivere noi”.

Un vero e proprio aut aut del vicepremier al ministro dell’Economia. Poi, prova a indorare la pillola: “I rapporti con Tria sono eccezionali. Se poi mi firma i decreti attuativi per i rimborsi ai risparmiatori truffati lo porto via per il week end”.

Però “o li firma entro questa settimana, e lo dico nel modo più costruttivo possibile, oppure”, aggiunge, “se mi dice aspettiamo una risposta dall’Europa, ne facciano a meno di questa risposta”.

“Ieri (domenica, ndr) ero a Treviso”, ha concluso il vicepremier nel suo aut aut, “e c’è tanta gente che si arrabbia e che ha fame e che ha fretta. Quindi non credo si possa aspettare mezz’ora di più”.

Così, mentre tutti gli analisti politici parlano di legittima difesa come prossimo step “leghista” del governo, ecco che Salvini spariglia. Di nuovo. E punta a prendersi il consenso di un altro (ex?) elettorato M5s: i “truffati delle banche”, come li chiama.

Perché Salvini sa bene che anche su quel terreno – ricordate la contestazione a Di Maio in quel di Vicenza a febbraio? – il Movimento 5 stelle ha perso appeal. Sa bene che quei “truffati” sono soprattutto nel “suo” NordEst. E, soprattutto, sa bene che mettere la sua faccia sui decreti attuativi del Mef, farli passare per una sua vittoria, potrebbe fomentare gli animi leghisti in vista della discussione sull’autonomia. E le elezioni europee si avvicinano sempre di più.