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Salvini visita in carcere Peveri che sparò a un ladro: “Chiederò la grazia”. Anm accusa: “Delegittima i giudici”

La Cassazione ha condannato a quattro anni e sei mesi l'imprenditore piacentino per avere sparato a un ladro. La sentenza definitiva ha escluso che sussistesse la legittima difesa

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 24 Feb. 2019 alle 09:28 Aggiornato il 24 Feb. 2019 alle 14:21
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Immagine di copertina
Matteo Salvini. Credit: Marco Bertorello/AFP/Getty Images

“Cercheremo di fare di tutto perché stia in galera il meno possibile, dal mio punto di vista non doveva nemmeno entrarci”. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini al termine della sua visita di sabato 23 febbraio alla Casa Circondariale di Piacenza dove ha incontrato Angelo Peveri, l’imprenditore condannato dalla Cassazione a quattro anni e sei mesi di detenzione per il tentato omicidio di un ladro di nazionalità rumena, fatto avvenuto nell’ottobre 2011.

Il vicepremier è andato a trovare Peveri per esprimergli la sua solidarietà. Il 5 ottobre del 2011 l’imprenditore piacentino aveva sorpreso un ladro nel suo cantiere mentre tentava di rubare del gasolio da una vettura della sua azienda. Peveri aveva colpito l’uomo con un fucile a pompa.

“Ho trovato una persona per bene. Da italiano la sensazione è di qualcosa che non è giusto, perchè che sia in galera un imprenditore che si è difeso dopo 100 furti e rapine e sia a spasso il rapinatore in attesa del risarcimento danni, questo mi dice che bisogna cambiare presto e bene le leggi”, ha dichiarato Salvini all’uscita dal carcere.

“Abbiamo parlato del suo lavoro, ha dieci cantieri in dieci città, due figli che li devono portare avanti e due operai in meno”. L’incontro tra il ministro dell’Interno e Angelo Peveri è durato circa un’ora.

Sulla legittima difesa il vicepremier ha dichiarato: “la legge che approveremo non guarda indietro ma avanti. Non è l’invito a nessuno a farsi giustizia da solo, ma se vengo aggredito o minacciato nella mia azienda o a casa mia ho diritto di difendermi senza passare 9 anni nei tribunali di mezza Italia, mi sembra il minimo del buon senso”.

Il ministro dell’Interno non esclude l’ipotesi di rivolgersi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere la grazia a favore di Peveri: “Andai da Mattarella per Monella, l’imprenditore bergamasco che subì una vicenda simile: ora, prima voglio parlare con l’avvocato per capire come intendono muoversi, e se servirà andrò dal presidente della Repubblica, non ho mica problemi”.

Dopo l’incontro tra Angelo Peveri e Matteo Salvini l’Assocazione Nazionale Magistrati (Anm) ha attaccato la presa di posizione del ministro dell’Interno.

“Le decisioni in merito alle modalità e alla durata di una pena detentiva spettano non al Ministro dell’Interno, che oggi ha fatto visita a un detenuto condannato con sentenza passata in giudicato, ma solo alla magistratura, che emette le sentenze in modo rigoroso e applicando le leggi dello Stato”.

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