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Caso Battisti, Salvini e Bonafede indagati per il video dell’ex terrorista arrestato

Di Laura Melissari
Pubblicato il 6 Feb. 2019 alle 09:32 Aggiornato il 6 Feb. 2019 alle 09:44
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Il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede sono indagati per la pubblicazione del video dell’ex terrorista Cesare Battisti.

L’ipotesi di reato è la mancata tutela della dignità della persona arrestata. La procura di Roma ha già trasmesso gli atti al tribunale dei ministri chiedendo l’archiviazione del provvedimento per mancanza di dolo.

Leggi anche: “Io, ex boss ergastolano, vi dico che con Cesare Battisti siamo tornati alla gogna pubblica del Medioevo”: intervista a Carmelo Musumeci

Il video su Cesare Battisti pubblicato su Facebook dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, era stato pesantemente criticato per presunte violazioni delle norme a tutela delle persone arrestate.

La clip aveva il titolo “Il racconto di una giornata che difficilmente dimenticheremo” e mostrava le immagini dell’arrivo di Battisti all’aeroporto di Ciampino accompagnate da un sottofondo musicale.

Il video è diventato virale, generando migliaia di condivisioni e commenti. Molti utenti hanno accusato il ministro Bonafede di accanimento contro l’ex terrorista, che dopo oltre trent’anni di latitanza all’estero ora sconterà l’ergastolo nel carcere di Oristano.

E non solo: c’è stato anche chi ha fatto notare che con la pubblicazione del video sarebbe stata messa a rischio la copertura di un agente della polizia.

Il video dunque violerebbe l’articolo 114 del Codice di procedura penale, che impone il divieto per “la pubblicazione dell’immagine di persona privata della libertà personale ripresa mentre la stessa si trova sottoposta all’uso di manette ai polsi ovvero ad altro mezzo di coercizione fisica”.

Qui il video che ha scatenato polemiche e che è costato l’indagine a Salvini e Bonafede:

In generale, nella gestione dell’arresto e del rientro in Italia di Battisti il Governo è stato accusato di aver violato diverse norme [ecco quali]. A spiegarlo  in due post su Facebook è stata Antigone, associazione “per i diritti e le garanzie nel sistema penale”.

L’associazione ha puntato il dito contro alcuni post del vicepremier Salvini e dello stesso ministro Bonafede, oltre alla diffusione sugli account social delle forze dell’ordine di immagini Battisti privato di libertà personale [Tutte le leggi violate dall’Italia nel rientro di Cesare Battisti].

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