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Che reputazione hanno online i ministri italiani? Ecco la classifica di febbraio 2019

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Nell’era del web, quella in cui siamo tutti più o meno esperti navigatori della rete e anche il dibattito politico si concentra più sulle pagine social dei rappresentanti delle istituzioni che nelle piazze, la reputazione online è un indice particolarmente importante per comprendere il livello di gradimento da parte del pubblico di un personaggio pubblico.

In questo senso Reputation Science si occupa anche di monitorare – per Lettera43.it – il livello di reputazione online dei ministri dell’esecutivo Lega-M5s. Vediamo qui di seguito la classifica relativa a febbraio 2019: chi sono i ministri più graditi e, soprattutto, chi vede salire o scendere la propria online reputation.

Reputazione online ministri febbraio 2019 | La classifica

Al primo posto della classifica stilata da Reputation Science e relativa a febbraio 2019 c’è il vicepremier e ministro degli Interni Matteo Salvini. Il leader del Carroccio, che ha fatto della comunicazione social uno dei suoi cavalli di battaglia, vede infatti assegnarsi un punteggio relativo alla reputazione online di 84,3.

Un dato, questo, che però mostra un calo di ben 44,9 punti rispetto alla precedente classifica: con tutta probabilità questo trend è dovuto al caso Diciotti e ad una crescente insofferenza per la forte esposizione, mediatica e digitale, del capo del Viminale. Sono in molti infatti a criticare il fatto che il ministro comunica come se fosse in una perenne campagna elettorale tanto da, come nel caso  delle ultime elezioni in Sardegna e Abruzzo, violare le regole sul silenzio elettorale.

Il secondo posto, invece, va al vertice di Palazzo Chigi: il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è molto apprezzato, anche fuori dai confini, soprattutto per il suo ruolo di “pacere” nelle varie discussioni e frizioni fra le due componenti del governo, Lega e M5s. Motivo per cui ottiene un punteggio reputazionale alto e in crescita, di 74,9 (+1,7).

Al terzo posto troviamo poi sempre un membro dell’esecutivo parte Lega alla sua prima esperienza come ministro: si tratta di Gianmarco Centinaio, alla guida del ministero per le Politiche agricole, alimentari e forestali, di recente accorpato al ministero per il Turismo. Centinaio, che nella precedente legislatura è stato capogruppo al Senato della Lega, è considerato uno degli esponenti più vicini a Matteo Salvini. In questa classifica guadagna ben 10,3 punti totalizzando un punteggio di 61,6 trainato anche dal Premio Excellent 2019, ricevuto dal ministro per il suo impegno istituzionale nella difesa del made in Italy.

Al quarto e quinto posto ci sono poi Sergio Costa e Giulia Bongiorno: se il ministro per l’Ambiente vede una crescita della sua reputation di 5,3 punti dovuta probabilmente alla sua netta posizione sulle trivelle (cioè un secco no), il vertice della PA rimane invece stabile con un punteggio di 51,3, comunque alto e dovuto soprattutto all’approvazione dell’emendamento su Quota 100 che ha alzato la soglia di anticipo Tfr per i nuovi pensionati pubblici.

La classifica di Reputation Science

Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, vede la sua reputazione online schizzare in alto di ben 8,9 punti, portandolo al sesto posto: con un punteggio di 49,5 il vertice del dicastero di Via Venti Settembre è stato apprezzato soprattutto per la sua richiesta di rivedere le regole Ue sul fiscal compact.

Settimo posto invece per Elisabetta Trenta, la ministra della Difesa – che comunque vede una leggera crescita della sua reputazione – e ottavo per i ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana. Quest’ultimo ha decisamente pagato caro la sua affermazione su migranti e Vangelo.

Conquistano il nono e il decimo posto il ministro dei Beni e delle Attività Culturali Alberto Bonisoli ed Erika Stefani, la ministra per gli Affari regionali e le autonomie è sostenuta soprattutto per il suo impegno per le autonomie.

Riccardo Fraccaro, ministro per i Rapporti con il parlamento e la Democrazia diretta, vede la sua reputazione in crescita e con un punteggio di 29,1 si posiziona al decimo posto. Apprezzato il suo ddl sul taglio dei parlamentari.

È invece al dodicesimo posto il capo della Farnesina, Enzo Moavero Milanesi, con 27,6 punti, seguito dal ministro per la Salute Giulia Grillo, che è invece al tredicesimo posto, comunque apprezzata soprattutto per il suo no ai tagli alla Sanità.

L’altro vicepremier dell’esecutivo Lega-M5s, il ministro del Lavoro e capo dei pentastellati Luigi Di Maio, lo si vede in quattordicesima posizione con un punteggio di 18,4. Ad ogni modo la sua online reputation vede una crescita di più di 13 posizioni, un aumento dovuto principalmente all’approvazione della misura simbolo del M5s: il reddito di cittadinanza.

In calo invece Marco Bussetti, ministro dell’istruzione, la cui dichiarazione sugli insegnanti nelle scuole del Sud che “dovrebbero impegnarsi di più” è stata molto criticata;  dietro di lui c’è poi il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, il porta anche il “peso” dello scontro interno al governo sulla Tav.

Diciassettesimo posto per Barbara Lezzi, ministro per il Sud, che guadagna qualche punto (+7,64) soprattutto grazie alla notizia, data da lei stessa su Facebook, del doppio incentivo per le imprese che assumono al Sud.

Infine in fondo alla classifica troviamo il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, il quale vede la sua reputazione scendere di ben 10,7: il motivo è riconducibile alle polemiche per la vicenda del video di Cesare Battisti.

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