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Rapporto Medici Senza Frontiere 2018: raccolti 61milioni di euro in un anno grazie alle donazioni dei cittadini

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 1 Lug. 2019 alle 19:17 Aggiornato il 2 Lug. 2019 alle 22:06
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Immagine di copertina
Operatrice Msf

Rapporto attività 2018 Msf – 61,4 milioni di euro raccolti e una crescita delle donazioni del 6 per cento.  Sono i dati emersi dall’ultimo rapporto delle attività di Medici Senza Frontiere (Msf) Italia, relativo all’anno 2018.

Secondo le figure pubblicate lunedì primo luglio 2019, la sezione italiana dell’organizzazione medico umanitaria ha registrato nel 2018 il miglior risultato di sempre.

Eppure il clima di criminalizzazione e sfiducia nei confronti dell’operato delle Ong e dell’azione umanitaria ha rallentato il tasso di crescita dell’organizzazione.

Msf ha guadagnato 61milioni di euro, ma avrebbe potuto raccoglierne di più se non ci fossero state polemiche sulle attività di ricerca e soccorso in mare.

“Se da un lato siamo cresciuti grazie alla generosità di chi ancora si fida di noi, dall’altro abbiamo comunque registrato quanto il clima di sospetto renda molto più difficile rispetto al passato acquisire nuovi donatori, che è invece vitale per continuare a salvare vite umane in un mondo che ha invece sempre più bisogno di noi” dichiara Gabriele Eminente, direttore generale di Msf Italia.

Rapporto attività 2018 Msf | Da dove arrivano le donazioni

L’Ong non accetta donazioni da enti pubblici e governativi: il 100 per cento dei fondi che raccoglie in Italia proviene da donazioni private. E circa il 97per cento di queste arriva da singoli cittadini. Solo il 3 per cento da aziende e fondazioni.

La propaganda anti Ong non giova dunque alle casse di Msf per quanto riguarda il supporto dei singoli.

Ma i veterani resistono e continuano a donare, soprattutto attraverso il 5 per mille.

Molte delle donazioni da parte dei cittadini arrivano attraverso questo canale, che quest’anno ha fruttato all’organizzazione medica oltre 11 milioni, il 13 per cento in più rispetto al 2017.

Stando a quanto emerge dal rapporto, anche i lasciti testamentari si confermano un’importantissima entrata, e rappresentano il 18 per cento dell’intera raccolta fondi.

Rapporto attività 2018 Msf | In che modo vengono spesi i fondi

Ma in che modo Msf impiega le donazioni che riceve dai singoli cittadini in Italia?

La maggior parte di queste è destinata ad attività di sensibilizzazione e campagne nazionali, poiché il budget per i progetti sul campo – ovvero la gestione delle operazioni mediche o la costruzione di infrastrutture – è gestito dall’organizzazione a livello internazionale.

Per ogni euro raccolto in Italia, dunque, 0,81 centesimi sono destinati a progetti di sensibilizzazione, 0,17 alle spese per la raccolta fondi e 0,02 alla gestione dell’organizzazione.

Rapporto attività 2018 Msf | 488 operatori italiani impiegati sul campo

La sezione italiana ha anche contribuito in modo significativo alle missioni umanitarie, che l’Ong porta avanti in oltre 72 paesi del mondo, attraverso le sue risorse umane.

Nel 2018 Msf ha gestito 488 partenze di operatori umanitari italiani: medici e infermieri, ma anche logisti, ingegneri o psicologi.

Nel 2018, questi si sono principalmente occupati di progetti di chirurgia d’urgenza in Medio Oriente (Iraq, Siria e Gaza), e della risposta alle crisi umanitarie in Repubblica Democratica del Congo, attraversata da una delle più gravi epidemia di Ebola della sua storia, Repubblica Centrafricana e Nigeria.

Rapporto attività 2018 Msf | Fine delle attività di ricerca e soccorso 

Ma la campagna contraria alle operazioni di ricerca e soccorso in mare ha letteralmente cacciato l’organizzazione dal Mediterraneo, dove dal 2015 era impegnata in attività di salvataggio dei migranti nella traversata dall’Africa del nord all’Europa.

A dicembre del 2018, l’Ong si è trovata costretta a cessare le attività in mare, e a ritirare la nave Aquarius, rimasta senza bandiera e oggetto dell’inchiesta del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro.

Anche se le accuse sulle presunte attività di traffico illecito di rifiuti da parte della nave Ong sono state tutte smontate dal tribunale del riesame, Msf non è più tornata in mare.

Eppure il risultato in termini di donazioni dimostra che chi conosce da sempre l’organizzazione non ha perso fiducia nelle sue attività, aumentando anzi i fondi destinati alla stessa.

Viviamo anche in una realtà sempre più indifferente alle sofferenze e vulnerabilità di chi fugge da guerre e povertà. Allo stesso tempo emerge più forte l’Italia che aiuta e offre solidarietà” dichiara Claudia Lodesani, presidente di Msf.

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