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Viterbo, le coperte dei clochard gettate nei cassonetti dalla polizia

Il consigliere comunale di Viva Viterbo Giacomo Barelli ha annunciato su Facebook di aver presentato un'interrogazione al sindaco Arena riguardo l'accaduto

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 9 Feb. 2019 alle 15:49 Aggiornato il 9 Feb. 2019 alle 15:50
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Immagine di copertina

Nelle prime ore di venerdì 8 febbraio, i poliziotti, accompagnati da un operatore di Viterbo Ambiente, hanno rimosso i plaid che erano stati portati dai volontari un paio di settimane fa ai clochard della stazione di Porta Romana a Viterbo.

L’intervento è partito da una segnalazione dagli addetti alle pulizie che hanno ritrovato degli stracci nella stazione. Sul posto è intervenuta la Polizia Ferroviaria e gli operai dell’azienda per la raccolta dei rifiuti.

La stazione di Viterbo diventa punto di ristoro notturno per i senzatetto, non più di 4 o 5, tra i quali anche alcune persone in cura al Sert del capoluogo. Vengono aiutati da volontari che portano loro bevande calde e trapunte con cui combattere il freddo. Solitamente, la sala di attesa della stazione diventa il loro giaciglio notturno intorno alle 22, dopo che è partito l’ultimo treno e di pendolari in giro non ce ne sono.

Dalla questura di Viterbo sottolineano che non si è trattato di un ”blitz” nei confronti dei senzatetto ma di una ordinaria attività di controllo della Polfer.

Il consigliere comunale di Viva Viterbo Giacomo Barelli ha annunciato su Facebook di aver presentato un’interrogazione al sindaco Arena riguardo l’accaduto.

Un caso simile si era verificato a Triste a inizio Gennaio.

Paolo Polidori, vicesindaco di Trieste, aveva gettato nella spazzatura i panni usati da un senzatetto, probabilmente di origini romene, che si sposta continuamente in città.

“Sono passato in via Carducci, ho visto un ammasso di stracci buttati a terra… coperte, giacche, un piumino e altro – scriveva Polidori in un post su Facebook, poi rimosso – Non c’era nessuno, quindi presumo fossero abbandonati. Da normale cittadino che ha a cuore il decoro della sua città, li ho raccolti e li ho buttati, devo dire con soddisfazione, nel cassonetto: ora il posto è decente. Durerà? Vedremo! Il segnale è: tolleranza zero! Trieste la voglio pulita!”.

Il gesto allora aveva scatenato numerose polemiche: gli indumenti, seppur malridotti, avrebbero riparato l’uomo senza fissa dimora dal freddo. Ma il leghista in un primo momento non si è lasciato travolgere dalla bufera anche perché, nell’agosto 2018, ha sgomberato di notte una decina di migranti che si trovava sulle Rive da diversi giorni.

Leggi anche: Morire di freddo a Roma. Nell’indifferenza della politica

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